FOGLIE AL VENTO: DUE SOLITUDINI IN AGRODOLCE
Il regista Aki Kaurismaki con “Foglie al vento” riprende il tema iniziato con il suo primo lungometraggio del 1986, “Ombre in Paradiso”. Storie di solitudine di persone, che cercano costantemente la loro realizzazione senza riuscirci , continuando a vivere senza perdere la speranza di fondo, quella del sentimento.
Il tempo dilatato, il frequente uso della camera fissa, un’ottima fotografia, i dialoghi essenziali, ma con battute di un humour molto sottile e divertente, creano un contrasto agrodolce rispetto all’atmosfera non proprio allegra. Il tutto in una scrittura filmica che ricorda “Un piccione seduto su un ramo” dello svedese Roy Andersson.

La trama di Foglie al vento, molto essenziale parla di Holappa, un operaio alcolista con problemi di lavoro, e di Ansa commessa di un supermercato che perde il lavoro per avere preso un prodotto scaduto destinato al macero. Lei, una donna sola e malinconica ma forte, Lui, un uomo che si considera un duro ma in realtà è teneramente fragile. Holappa e Ansa si incontrano causalmente in un bar e con poche parole fra tanti sguardi significativi, nasce qualcosa di importante per entrambi. Dopo la visione di un film di zombi e circondati da manifesti anni 50 – 60, finalmente lei gli dà il suo numero di telefono, ma non ancora il suo nome. Ironia della sorte, Holappa perde il bigliettino con il numero e solo dopo giorni di ricerca riesce ad incontrare nuovamente Ansa. Il rapporto tra i due è difficile perché lei ricorda i problemi irrisolti di un padre alcolizzato e della madre morta per il dolore.
Kaurismaki è grande, riesce, infatti, a cogliere l’essenza umana, ironizzando con grande leggerezza. Un film da non perdere che sta interessando anche il grande pubblico con il quarto posto al box office in Italia.
Cast : Alma Poysti, Jussi Vatanen, Janne Hyytiamen, Nuppu Koivu
Sceneggiatura : Aki Kaurismaki – Produzione : Aki Kaurismaki,Finlandia 2023
Fotografia : Timo Salminen – Montaggio : Samu Heikkila – durata 81′
