E’ Maria Sibilla Ascione con la sua storia la protagonista dello spettacolo “Malacrescita”, scritto, diretto e interpretato da Mimmo Borrelli, in scena domenica 21 gennaio 2024 al Teatro Bolivar di Napoli. Lo spettacolo è tratto dalla tragedia “La Madre: i figli so’piezze ‘i sfaccimme” e ha le musiche di Antonio Della Ragione.
Maria Sibilla Ascione, è una moderna Medea che, pur non uccidendoli, matura la vendetta di una vita di violenza e di soprusi per i suoi figli.
Il drammaturgo bacolese, riporta la sua riflessione sulla maternità, affrontata già in altri testi e soprattutto in “Madre”. Partendo dal testo originale, spiega:«Nel testo originale, è la madre sopravvissuta a raccontare ormai esule, barbona e sola le sue insane gesta ai propri gatti, gli unici figli che le sono rimasti, di cui si circonda per farsi compagnia.

Qui, invece, capovolgiamo il punto di vista, immaginando che tutti i protagonisti di questa storia siano ormai defunti e gli unici sopravvissuti agonisti giullari, diseredati, miserabili, siano i due figli, i due scemi che, dementi, rivivono i fatti tra versi, ricordi, rievocando le pulsioni, gli umori, i suoni, le urla, i mormorii della loro aguzzina.
Vestendo ed espiando, attraverso i suoi lerci ed ammuffiti abiti ,gli intenti e i moniti di colei che li ha lasciati al mondo, ma abbandonati, come rifiuti, messi da parte, in disparte, come le discariche ricolme di vegetazione innaffiata dal percolato, rinchiusi tra le pareti di un utero irrorato di solitudine, dove l’unico gioco rimane e consiste nel rimbalzarsi, tra gli spasmi della loro degenerata fantasia, tra le folli trame insanguinate di questa tragedia, sul precipizio di un improvvisato altare tombale di bottiglie eretto in nome della loro mamma, ’u cunto stesso … la placenta, l’origine della loro malacrescita».
Maria Sibilla Ascione è un’ignara e innocente bambina, nel nome già destinata ad una condizione di metà Vergine innocente, metà Maga, strega furente e figlia di un noto camorrista del casertano. La bambina viene, infatti, segnata dalle barbarie maschili fin dall’età di sette anni.
Sposata a Sandokanne, resta incinta di due gemelli per i quali tenta di abortire. La vicenda, scritta e diretta dal vulcanico Borrelli, porta ad un finale tragico, non solo, ma orririfico. Dal ventre di Maria nasceranno due neonati con la sindrome feto-alcolica, che comporta la testa deforme ,il labbro leporino, gli occhi storti, un ritardo cognitivo e seri problemi mentali gravi.
Riducendoli in due mostri completamente scemi e distruggendo così definitivamente la stirpe di Sandokanne-Giasone pur senza ammazzarli.
