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La vita sul nostro pianeta su Netflix

Renato Aiello

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Una serie tv di documentari su Netflix inizialmente potrebbe far storcere il naso ai più snob, a quelli che cercano solo il puro intrattenimento di fiction. Ma una volta iniziata la visione, La vita sul nostro pianeta (Life on our planet) si rivela capace di avvincere più della solita miniserie o dell’ultima stagione di un prodotto recitato. E non è cosa da poco per otto capitoli di quasi un’ora ciascuno.

I SEGRETI DI UNA SERIE UNICA NEL SUO GENERE

Dinosauri agli Astroni

I meriti di un prodotto così ben confezionato vanno ricercati senz’altro nel cast di primordine: bastano già i nomi di Steven Spielberg come produttore esecutivo, e di Morgan Freeman che fa la voce narrante, a spiegare l’ottimo risultato finale.

Bisognerebbe ascoltarlo in lingua originale con i sottotitoli per cogliere pienamente le sfumature, il tono e il fascino di un racconto emozionante, calibrato quasi alla perfezione. Siamo lontani dai documentari di un tempo, passati in tv a più riprese tra La macchina del tempo e SuperQuark, per quanto di ottima qualità.

L’obiettivo è preciso: creare una narrazione della Storia di questo pianeta, senza necessariamente aspirare alla stesura di un trattato di Storia Naturale, Geologia, Paleontologia o Paleobotanica.

Per approfondire gli aspetti scientifici più tecnici e accademici c’è una sterminata letteratura, scientifica e pure di svago sull’argomento. Il compito di questa serie è emozionare, coinvolgere lo spettatore come se fosse al cinema. E ci riesce benissimo, come se le grandi famiglie in natura degli uccelli o dei rettili, dei mammiferi e degli insetti fossero dinastie e stirpi in lotta tra loro per il potere sul creato.

Gli eroi sono i grandi protagonisti dell’evoluzione naturale. Le specie che si sono avvicendate per milioni di anni, tra ere geologiche ed estinzioni di massa a ripetizione, non sono poi così diverse dalle casate di un trono o dai popoli o clan che combattono per il predominio su un regno.

DAI BATTERI AI MAMMIFERI, PASSANDO PER I DINOSAURI

Il T-Rex agli Astroni di Napoli

La vita sul nostro pianeta parte dagli albori della vita nel brodo primordiale degli oceani della Terra per arrivare fino all’Uomo. Spesso usa dei flashback per riprendere alcuni discorsi lasciati in sospeso, come per la struttura sociale delle formiche, o quando bisogna disegnare con la computer grafica gli antenati dei primi uccelli, dinosauri aviani a tutti gli effetti.

Attraverso immagini di grande bellezza delle maestose conifere e delle piante da fiori che hanno fatto la rivoluzione in natura, si srotola un percorso evolutivo che non stanca mai e appassiona.

Affascinante il salto dei primi pesci e futuri anfibi dall’acqua sulla terraferma, così come le sequenze con gli animali più iconici che Madre Natura possa aver mai concepito: i dinosauri.

Chi è cresciuto negli anni ’90 col mito di Jurassic Park resta rapito dalle puntate centrali sui giganti spazzati via dall’asteroide. Le puntate forse più intriganti di tutte, con la rinascita dalle ceneri di un pianeta sfigurato dal meteorite. Perché la vita continua e risorge sempre, come insegna sul finale la proiezione distopica sul destino dell’Umanità.

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