Ritornano per l’appuntamento annuale a Napoli. La compagnia Chille de la balanza hanno preparato un nuovo evento per la città, dove sono nati e dove hanno lasciato il segno tra le avanguardie storiche.
Claudio Ascoli e Sissi Abbandanza propongono tre eventi. Per un progetto dedicato a Franco Basaglia. Il primo incontro con i fondatori di Teatro, Comunque a Port’Alba è fissato per giovedì 3 ottobre 2024 alle ore 18.30 a Je so pazzo presso l’ex OPG occupato.
Da venerdì 4 a domenica 6 ottobre sarano i protagonisti dello spettacolo teatrale “Manicomio, addio! Contro tutti i muri” a Galleria Toledo. Dando poi, com’è loro solito, la parola al pubblico. Che potrà porre domande sull’oggi della salute e su quella mentale in particolare, e soprattutto sul “che fare”.
LO SPETTACOLO

Lo spettacolo ““Manicomio, addio! Contro tutti i muri” è una creazione di e con Claudio Ascoli e Sissi Abbondanza, prodotto dai Chille in occasione del centenario della nascita di Basaglia.
“Da anni – spiega Ascoli, da venticinque anni trasferitosi con la compagnia all’ex manicomio di San Salvi di Firenze – noi Chille lavoriamo intorno a Basaglia. Al suo Entrare fuori/Uscire dentro e a quella che fu la “rivoluzione” che portò al definitivo superamento dei manicomi. Lo fece con i suoi collaboratori e il prezioso lavoro di sua moglie Franca Ongaro. Affermando la necessità della relazione tra Persone e il superamento di ogni stigma.

E’ ben difficile capire come vivere questo straordinario eStalvolta contraddittorio percorso in un incontro con lo spettatore, vivo e non celebrativo. Capace di superare il MURO tra palco e platea e ri-creare COMUNITA’ come in tutti i nostri ultimi spettacoli”.
Ripercorrendo a modo proprio, le orme di Basaglia e della moglie Franca Ongaro, che lo affiancò sempre, Ascoli e Abbondanza, cercano di creare il proprio percorso-sogno, facendosi accompagnare e interrogare da giovani attrici (Salomè Baldion e Sara Tombelli).
“Così come Franco e Franca, – conclude Claudio Ascoli – che chiamarono a partecipare al loro sogno, da Gorizia a Trieste, giovani psichiatri, psicologi e sociologi, spesso totalmente privi di esperienze. La scelta allora fu di privilegiare chi aveva voglia ed energie per “sognare” in libertà. Proveremo a fare altrettanto ai nostri giorni”.
(Foto di Paolo Lauri)
