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Recalcati: l’invenzione dell’inconscio

Andrea Di Maso

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“L’inconscio non è il selvaggio, l’istintuale, il barbaro.

L’ignoto che concerne l’inconscio è sempre presente nella forma di un desiderio

che esige di essere riconosciuto e fatto proprio”.

Massimo Recalcati

Massimo Recalcati ha tenuto la sua lectio magistralis dal titolo: “Un mistero in piena luce: l’inconscio” per la rassegna del “Festival delle idee” al Teatro Malibran di Venezia, proponendo un viaggio tra filosofia e psicoanalisi, incantando la platea alla scoperta della mente umana e dell’ignoto, evidenziando come l’inconscio è fortemente presente nell’umano e in continua lotta per emergere ed essere riconosciuto.

IL TEMA DELLA LECTIO MAGISTRALIS

Questo, dunque, il tema principale della lectio magistralis, facendo riferimento soprattutto al padre della psicoanalisi. “Freud non è, – dice Recalcati – il Cristoforo Colombo del mondo psichico, non scopre un territorio che già esisteva, ma inventa l’inconscio, come era successo con l’invenzione della scrittura o della ruota, in quanto non c’erano prima”.

Si pensa che il concetto di inconscio era già presente da Platone a Nietzsche, ma Freud frattura la ragione filosofica e introduce l’idea che esiste un pensiero, che non appartiene all’IO e non rientra nella sfera della coscienza umana, separando il cogito dall’essere.

L’inconscio, secondo Freud, è una parte della mente che ospita ricordi, desideri ed esperienze rimossi dalla coscienza. Questi contenuti continuano a influenzare il comportamento e le emozioni degli individui, spesso in modi che non sono immediatamente evidenti. L’inconscio è un contenitore di spinte emotive e conflitti irrisolti e il sogno diventa spesso la via per accedervi e rivelare ciò che è nascosto nella mente umana attraverso simboli da interpretare.

Massimo Recalcati: e l’inconscio

Recalcati non si sofferma sui sogni, ma sul processo di elaborazione nei lapsus. Racconta lapsus esilaranti che ha raccolto dai suoi pazienti che definisce i veri insegnanti dell’inconscio per gli psicanalisti. Rivelano la loro importanza e i significati che portano a comprendere il pensiero umano in modo più profondo. Tra i vari lapsus racconta di un paziente che, indeciso se sposarsi o meno, durante un’ennesima seduta, invece di dire “matrimonio”, dice “manicomio”. Per quest’uomo il matrimonio è un vero manicomio, una follia, una prigione.

Una parte della lectio è stata dedicata a un tema di grande attualità: il rapporto uomo-donna. Agli amori tossici, alla mancanza di forza di svoltare pagina e ascoltare sé stessi.

di Andrea Di Maso – Venezia

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