Mi è capitato di fotografare in varie occasioni l’onorevole Giulio Andreotti. Ho conservato anche un suo biglietto di ringraziamento per alcune foto che gli spedii in occasione degli Incontri del Cinema di Sorrento, che si svolsero nel 1987.
Ho scelto, però, questa foto che dopo circa quarant’anni è molto sciupata e non è neanche molto bella. Ma nasconde una piccola storia che ancora oggi mi fa sorridere.
Ero a Sorrento in occasione degli Incontri Internazionali del Cinema. Lavoravo per l’Ente Soggiorno e Turismo di Napoli, di cui ero la fotografa ufficiale. Allora si scattava in negativo: non c’era la possibilità di vedere nell’immediato la riuscita dello scatto, per cui c’era sempre un po’ di tensione per il risultato, che si sarebbe potuto verificare dopo lo sviluppo in camera oscura.
Tutti eravamo pronti ad accogliere Giulio Andreotti, all’epoca Ministro degli Esteri. Io dovevo cercare di farmi largo tra le persone che erano al suo seguito e tra i tanti fotografi e giornalisti che erano arrivati per l’occasione.

Riuscii a scattare le foto che mi servivano, camminando sempre all’indietro per precederlo. Non potevo fare altrimenti, mentre lui, dirigendosi verso la grande sala del convegno con passo svelto, salutava gentilmente tutti coloro che gli si accostavano.
Ero stata più volte in quei luoghi, e sapevo quindi come muovermi, anche indietreggiando con i tacchi, che ero solita portare allora. Ma si doveva dribblare tra muri e scale. A un certo punto, indietreggiando mi trovai a ridosso di un muro. Io sapevo che dovevo spostarmi di poco per poterlo superare, ma lui non ne era a conoscenza. Fu allora che tese le mani verso di me per non farmi fare male. Io nel frattempo avevo già superato l’ostacolo: gli feci un sorriso riconoscente e lo seguii poi nella sala per continuare il mio lavoro.
Tutto andò bene, ero riuscita anche scattare la fotografia del momento in cui Andreotti si era proteso verso di me per soccorrermi. Ho avuto modo di riprenderlo in altre occasioni, ogni volta mi veniva in mente quel suo gesto insolito, istintivo, proteso a mettermi in salvo.
Questo il motivo per cui ho scelto questa foto che non è tra le più belle ma è quella che per me ha più significato.
