Pioggia, G7, traffico, folla del sabato sera non hanno scoraggiato i tanti che hanno assistito al concerto di Uri Caine, il più atteso del festival “Piano City Napoli”, nella Chiesa di San Paolo Maggiore a Napoli.
Il grande pianista e compositore statunitense, che ama Napoli e l’Italia, nel 2003 è stato direttore artistico della Biennale Musica di Venezia e ha lavorato al “Berio Project”. Maestro di stile e sperimentatore, è un autentico fuoriclasse che ama la contaminazione tra generi e arti.
LA STORIA
Caine si afferma giovanissimo nella scena jazz di Philadelphia, la sua città natale. Già allora compie le prime incursioni in altri generi, suonando in gruppi funk ed esercitandosi nella musica classica.
Negli anni ’80 si trasferisce a New York, dove entra in contatto con la “downtown music”, la poliedrica scena musicale del sud di Manhattan. Nei suoi album da solista e in ensemble, miscela il jazz classico con il funk, il soul, l’hip hop strumentale e la musica elettronica. Si cimenta anche con la musica contemporanea sperimentale (con il Quartetto Arditti) e incidendo dischi di musica classica e barocca.
IL CONCERTO DI PIANO CITY NAPOLI
L’artista ha presentato il suo progetto “Change!”, sul tema dell’inclusione. I brani sono stati scritti da Caine all’epoca di Trump presidente degli Usa. In particolare un brano, “The Passion Of Octavius Catto”, omaggia Octavius Catto, educatore, intellettuale e attivista per i diritti civili, attivo a Philadelphia, in Pennsylvania, assassinato nel 1872 quando tentò di votare.
Il brano, del 2014, è stato scritto per orchestra, coro gospel, solista gospel e piano trio. Caine avverte l’urgenza, in questi tempi, di ribadire il messaggio dell’inclusione attraverso la musica.
Nel suo fraseggio, nelle sue incantevoli melodie, si sentono echi dei grandi compositori jazz americani, Davis, Coltrane, Ellington ma, grazie anche alla sua preparazione classica, Caine seduce con brani che fanno dialogare Beethoven, Mahler, Bach, Wagner, Verdi, con Gershwin, Monk, Pan Alley, passando per i Beatles.
Emozionanti le sue versioni di “Autumn Leaves”, “’Round Midnight”, “Blackbird”. Gran finale al ritmo di “Maple Leaf Rag”.
Applausi interminabili ad un maestro di stile che ama rinnovarsi e soprattutto regalare emozioni al suo pubblico entusiasta.
