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Ken il Guerriero, l’ultima speranza dell’umanità

Gionata Bertolini

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Ken il Guerriero (Hokuto No Ken in giapponese), celebre serie animata nata dalla mente di Buronson e dai disegni di Tetsuo Hara, ha da poco compiuto 40 anni.

In un mondo post apocalittico devastato da una guerra atomica, la saga ripercorre le gesta di Kenshiro Kasumi.

Ultimo erede della Divina Scuola di Hokuto, Kenshiro viaggia attraverso un mondo devastato dal dolore e dalla violenza. Il suo compito è quello di riportare la speranza in un mondo che sembra ormai in balia del terrore e della legge del più forte.

Attraverso l’Hokuto Shinken, tecnica marziale in grado di annientare qualsiasi nemico mediante i punti di pressione segreti del corpo umano, Kenshiro si fa carico della speranza dei più deboli per ridare al genere umano un futuro.

Ken il Guerriero

IL VALORE DELLA SPERANZA IN KEN IL GUERRIERO

Una volta scelto come nuovo successore della Divina Scuola di Hokuto, Kenshiro intrapenderà il suo viaggio come salvatore di fine secolo. Sarà un viaggio in un mondo spietato, dove dolore e tristezza diverranno ben presto il fardello e la forza del protagonista.

Ogni singolo incontro ed ogni singolo scontro presenti in Ken il Guerriero rappresentano un passo fondamentale per la crescita del protagonista.

Eroe taciturno, Kenshiro riesce ad empatizzare con lo spettatore in ogni fotogramma. La sua missione è quella di ridare un futuro e una voce agli emarginati, a coloro che non hanno la forza per opporsi ad un destino di morte e violenza.

COSI’ LONTANO, COSI’ VICINO

A distanza di quattro decenni, Ken il Guerriero resta un’opera immensa. Il suo valore artistico e contenutistico è quanto mai attuale.

Il pericolo atomico e la crescente escalation di violenza infatti, sono i temi principali dal celebre manga giapponese.

Nel suo lungo viaggio, Kenshiro, scoprirà la forza dell’amore. La perdita delle persone amate e la rabbia verso le ingiustizie trasformeranno il protagonista in una forza invincibile in grado di sovvertire questo critico ordine mondiale.

Il tratto usato nel manga da Tetsuo Hara è ancora oggi tra i più moderni e ricercati dell’intero settore. Caratterizzato da un marcato realismo e dal forte impatto scenico dei suoi paesaggi, Ken il Guerriero ci fa esplorare da vicino la crudeltà dell’animo umano.

L’unicità di Ken il Guerriero però, risiede in un aspetto davvero unico. Quello di riuscire a far vedere il mondo secondo la visione di ogni singolo co protagonista. Sia esso un nemico o un alleato.

Lo spettatore-lettore, dunque, sarà portato ad interrogarsi su quale sia davvero il giusto mezzo con il quale raggiungere una stabilità, un nuovo ordine mondiale.

DA UOMO A LEGGENDA

Saranno la speranza e l’amore oppure la violenza e la tirannia a prevalere in questo mondo devastato dal kaos? Nonostante il finale possa sembrare scontato, il manga si chiude con un messaggio forte. Fino a quando l’uomo dominerà questa terra, ci sarà sempre bisogno di un guerriero che si faccia carico dei sogni e delle speranze di ognuno di noi. Ovunque ci saranno soprusi, riecheggerà il nome di Kenshiro, il salvatore di fine secolo.

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