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Leonor Fini, donna libera in mostra a Milano

Andrea Di Maso

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“Io sono Leonor Fini” è un omaggio all’identità che sfugge a schemi. È il ritratto di una creatrice libera. Una donna che ha trasformato l’individualità in arte. Fino al 20 luglio a Palazzo Reale di Milano. Un evento da non perdere.

LA VITA 

Leonor Fini nacque nel 1907 a Buenos Aires da padre argentino e madre triestina. Nel 1909 tornò a Trieste, dove passò l’infanzia tra civiltà diverse. A 16 anni visse un momento drammatico: una cecità temporanea che risvegliò in lei una visione interiore potente. Autodidatta, iniziò a dipingere dopo studi con Edmondo Passauro e a Milano espose fin dal 1929. Nel 1931 si trasferì a Parigi. Qui abbracciò la scena surrealista, pur evitando ogni dogma. Fini fu pittrice, costumista, scenografa, illustratrice e scrittrice. Nella mostra milanese sono esposte oltre 100 opere: dipinti, disegni, costumi teatrali, fotografie, libri d’artista e oggetti di scena. Collaborò con la Scala e con Fellini (Otto e mezzo). Disegnò la boccetta del profumo “Shocking” per Elsa Schiaparelli, su invito di Christian Dior.

Autoritratto
Autoritratto

ANIMA ECCENTRICA 

Fini amava il travestimento. Il padre la cercò per riportarla in Argentina; la madre la nascose con costumi, preludio di una vita segnata dall’ostentazione di sé. In un trasgressivo ménage à trois visse con l’ex console Lepri e lo scrittore Jeleński. Collezionava gatti — arrivò ad averne 23 contemporaneamente. Voce ribelle, si definiva “la figlia di una donna e di un gatto”.

Viaggiatori a riposo
Viaggiatori a riposo

I TEMI DELLE OPERE 

La mostra è divisa in nove sezioni. Indaga identità, genere, metamorfosi e famiglia. Le figure femminili sono dominanti. Non sono muse fragili, ma regine, sfingi, donne-gatto. Il simbolo della sfinge è ricorrente: metà donna, metà animale, portatrice di mistero. L’inconscio, il sogno, la psicoanalisi di Freud attraversano molti suoi lavori. Non manca il macabro: ombre, corpi asessuati, ritualità pagane. Le opere di Fini vivono di contrasti. Classicismo rinascimentale (Piero della Francesca, Michelangelo) accanto a visioni surrealiste. Atmosfere visionarie ed erotiche. Un universo onirico. Corpo e psiche in dialogo, violenti e seducenti.

La stanza dell'eco
La stanza dell’eco

Leonor Fini è stata una donna molto avanti rispetto al suo tempo. Ha vissuto e creato senza mai chiedere il permesso. Ha anticipato con coraggio temi oggi al centro del dibattito: libertà di genere, fluidità sessuale, autodeterminazione femminile. In un’epoca in cui queste parole non esistevano ancora, lei le incarnava già. La sua arte parla di corpi liberi, identità complesse, relazioni non convenzionali. Leonor Fini non ha solo dipinto donne forti: lo è stata, fino in fondo. Ribelle, visionaria, indomabile. Una donna libera, che ha sfidato ogni regola — e che oggi, più che mai, torna a parlarci con forza.

INFO

 “Io sono Leonor Fini” al Palazzo Reale di Milano fino al 20 luglio 2025  .

Biglietti – intero €15 – ridotto €13

Io sono LEONOR FINI

Casorati, artista poliedrico in mostra a Milano – ENNETI – Notizie Teatrali

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