Al Teatro alle Tese di Venezia il 25 luglio 2025 è andato in scena “A Good Man Is Hard to Find”, l’ultimo lavoro del duo britannico Bullyache, formato da Courtney Deyn e Jacob Samuel. Fondato nel 2021, Bullyache è rapidamente diventato uno dei nomi più interessanti della scena performativa contemporanea. Le loro opere sono originali, visionarie e potenti. Mischiano teatro-danza, concerto dal vivo e cultura pop. Il risultato è un linguaggio nuovo e urgente, che scuote e coinvolge.

L’ISPIRAZIONE
In “A Good Man Is Hard to Find”, Bullyache affronta due immagini forti e disturbanti: la crisi finanziaria globale del 2008 e il rituale segreto della Cremation of Care al Bohemian Grove. Ogni anno, in California, i leader politici ed economici del mondo si riuniscono lì per un rito simbolico. Bruciano un simulacro del senso di colpa. Si purificano. Si liberano da ogni responsabilità prima di tornare a prendere decisioni che pesano sulla vita di milioni di persone.

UNA GUERRA INTERIORE
Lo spettacolo prende questo rituale e lo trasforma in un’opera teatrale dove realtà, mito e illusione si fondono. Cinque performer maschili si muovono in una scena che non offre vie di fuga. I loro corpi raccontano una guerra interiore: l’ambizione, il desiderio di potere, la violenza repressa. Sono intrappolati in una zona grigia tra l’adolescenza e la divinità. Tra l’innocenza e la colpa.

L’UNIVERSO DI BULLYACHE
Bullyache crea un universo visivo potente. La musica dal vivo è un elemento centrale: elettronica, industrial, a tratti melodica. Ogni suono è un colpo al cuore. La danza è fisica, aggressiva, quasi tribale. Ogni gesto racconta una psiche frammentata, un’identità in crisi. Lo spettatore resta in apnea per un’ora. Non c’è narrazione lineare, ma una tensione costante. Non ci sono personaggi, ma archetipi: il carnefice, la vittima, il complice. Tutti maschili, tutti fragili e spietati.

“A Good Man Is Hard to Find” è un’esplorazione cupa del mito del potere. Del bullismo che si trasforma in sistema. Della distruzione che nasce dall’illusione di essere invincibili. Bullyache smaschera l’ipocrisia dell’élite globale e la mette in scena come un grande rito teatrale, crudele e ipnotico.
È teatro, è performance, è denuncia. È un incubo pop da cui non si esce indenni.
Biennale Danza 2025 | Bullyache – A good man is hard to find
Viaggio immersivo nella danza del futuro – ENNETI – Notizie Teatrali
