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La voce a te dovuta e l’umanità alla deriva

Renato Aiello

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La voce a te dovuta
La voce a te dovuta, poster di febbraio 2025

Non dobbiamo essere la voce degli altri, dobbiamo spingere gli altri ad avere una voce”, sosteneva l’attivista italiana Lia Varesio. Esattamente quello che fa sul palco, allestito al Giardino dell’orco a Pozzuoli per l’ultimo spettacolo di Teatro alla deriva, la gemella idealista, sognatrice, propositiva.

La rassegna diretta da Giovanni Meola ha calato un sipario ideale sulla sua XIV edizione il 27 luglio 2025 con La voce a te dovuta, la pièce più intensa, intimista e dolorosa – ma necessaria – dell’intero cartellone, una produzione Piccola Città Teatro passata al Teatro Serra a febbraio 2025.

UNA DRAMMATURGIA INTENSA E POTENTE

La drammaturgia costringe a riflettere su una spaventosa gamma di tematiche attuali che vanno dal femminicidio alla violenza sulle donne, fisica e verbale, dal cyberbullismo al revenge porn.

I testi di Sharon Amato fanno luce al tramonto – letteralmente, data la location paesaggistica lacustre e l’orario crepuscolare di messa in scena – sull’arroganza maschile, sulla prepotenza linguistica che poi si tramuta in coltello, e quindi in ferite, il più delle volte mortali, stando all’aumento del numero dei femminicidi nel nostro Paese, nonostante il calo degli assassinii in generale.

I TESTI DI SHARON AMATO AFFILATI E TAGLIENTI

La voce a te dovuta
Le due sorelle in scena

La Amato taglia e affonda la lama – stavolta benefica, a differenza di quella dei carnefici – nella carne viva della tragedia che tocca ancora al gentil sesso nel III millennio.

Esso è l’unico strumento catartico possibile, unito all’efficace regia di Ettore Nigro e all’interpretazione spigliata e intimista delle due gemelle Anna e Clara Bocchino, per riflettere e ricominciare a pensare, a riaccendere la mente sopita e a riattivare una consapevolezza spenta come un microfono.

Diversamente dai microfoni del podcast delle due sorelle alla scrivania, quasi una plancia di comando spaziale di una moderna astronave.

Sembrano quasi catapultate da un altro mondo, da un pianeta lontano, reduci da un viaggio intergalattico con i loro vestiti grigi che ricordano tute.

UN PODCAST AGGHIACCIANTE

La voce a te dovuta al Teatro Serra a febbraio 2025

Eppure ciò che raccontano non dista anni luce da noi, e persino l’esperimento di Universo 25, definito Fogna del comportamento e realizzato dall’etologo Calhoun con topi di laboratorio che finirono per sviluppare comportamenti antisociali, tossici, aggressivi, addirittura cannibaleschi, è vicino alla nostra epoca.

L’effetto di due attrici identiche sul palcoscenico, accanto all’albero che ha fatto compagnia agli attori e alle compagnie per l’intero programma, è straniante.

Se però una combatte, ci prova a tutti i costi, si impegna e non demorde nel progetto editoriale di un podcast per dare voce a chi ha paura, si nasconde o non può parlare, l’altra è meno ottimista, ci crede poco, parte e riparte sconfitta a fasi alterne, in un contraltare interessante.

UNA DIALETTICA TRA LE DUE ATTRICI E COL PUBBLICO

La dialettica messa in moto dal duo artistico funziona sulle note di Bang Bang cantata da Dalida, fino all’epilogo finale aperto e spiazzante. La voce dovuta riguarda tante donne nelle registrazioni, ma potrebbe essere rivolta a chi ci è stata accanto, o a noi stessi. Il dialogo si instaura così anche col pubblico.

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