Torna in scena “Micia nera”, il gatto randagio dei Cunti pomiglianesi di Imbriani. Una fiaba drammatizzata, diretta e interpretata da Valeria Impagliazzo e Nello Provenzano, sostenuti dalle musiche originali di Pasquale Ruocco e il disegno luci di Tommaso Vitiello.
I protagonisti sono due topi, che nel buio della notte escono a cercare cibo, tra i rifiuti della città. La coppia, però, viene puntualmente minacciata dalla presenza del felino, che si prende gioco di loro. Gli fa credere che avranno salva la vita solo in cambio di qualche ora di divertimento.

E così, per sopravvivere, ogni notte, i due scorbutici topi sono costretti a diventare dei menestrelli, dei cantastorie, dei giullari.
Lo spettacolo va in scena il 27 agosto 2025, Cortile interno del Palazzo del Municipio, Pomigliano d’Arco alle ore 21. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.
LA REGIA DI MICIA NERA
«Volevamo che i cunti – dichiarano i registi – non restassero chiusi nei libri o nelle biblioteche, ma tornassero a essere ciò che erano. Storie vive, raccontate da chi vive la strada, per chi la strada la attraversa ogni giorno. Il teatro di strada è diretto, spoglio, vero. E in questo spettacolo il pubblico è il vero protagonista».
Lo spettacolo, perciò, porta in scena una parte di una quasi sconosciuta raccolta di fiabe curata da Vittorio Imbriani nel 1876. Il famoso scrittore napoletano trascrisse numerosi “cunti” popolari ascoltati dalla viva voce degli abitanti di Pomigliano d’Arco.
Questi rientrano nel repertorio dei “cunti” della tradizione orale. Fiabe, storielle, che si tramandano da generazione in generazione, da secoli. L’idea nasce proprio nella speranza di contribuire alla divulgazione di questi cunti, facendoli raccontare, nel modo più popolare possibile, da chi vive la strada e in strada.
Tre saltimbanchi, tre artisti di strada (un attore, un’attrice e un musicista) che interpretano, appunto, due topi e un gatto (che interagirà con loro solo in musica). E all’interno di una simpatica storia, tra litigi e incomprensioni, frizzi e lazzi, troveranno un pretesto per riportare alla luce questi vecchi cunti, ricordando infine che Micianera, ovvero colei che li tiene in vita e gli permette di esprimere la loro arte, in realtà è il pubblico che ogni giorno sceglie di fermarsi ad ascoltarli.
