CITY HUNTER, IL LIVE ACTION NETFLIX CI REGALA UN OTTIMO ADATTAMENTO

Il City Hunter di Netflix arriva con una missione impossibile: rendere giustizia a uno dei manga e anime più iconici del Giappone senza scivolare nel cosplay costoso o nella parodia involontaria. L’operazione è coraggiosa, ma si percepisce fin dall’inizio che il film gioca su un equilibrio precario tra fedeltà e modernizzazione del manga. La storia segue le vicende di Ryo Saeba (Ryohei Suzuki), lo “sweeper” più famoso di Tokyo impegnato a proteggere una giovane donna coinvolta in una cospirazione criminale. La sceneggiatura è solida e ben realizzata, con un Ryo Saeba che ruba la scena in ogni inquadratura.
CITY HUNTER, UN DEGNO ADATTAMENTO MA NON PRIVO DI DIFETTI
La regia è energica, ma a tratti troppo pulita. Manca quel tono “dirty street” urbano che caratterizzava l’anime e che avrebbe potuto dare più mordente. Visivamente funziona, con luci al neon e costumi fedeli, ma si percepisce una patina da produzione mainstream che appiattisce l’atmosfera. Le sequenze d’azione sono ben coreografate e senza eccessi di CGI. I combattimenti corpo a corpo hanno ritmo e sono spettacolari e le sparatorie sono sempre al centro della scena. Ben caratterizzato seppur diverso in certe sezioni è il rapporto con la partner Kaori Makimura.
UMORISMO, TONI E RAFFRONTO CON L’OPERA ORIGINALE

Il lato comico, marchio di fabbrica di Ryo, qui risulta più contenuto. Tuttavia Suzuki riesce a dar vita ad una controparte in carne ed ossa davvero degna di nota. Il protagonista della famosa serie incarna in tutto e per tutto il personaggio, dando vita a qualcosa di unico nel panorama degli adattamenti anime. Le gag sono presenti ma edulcorate, e la sua carica “mokkori” viene drasticamente ridotta. Scelta comprensibile per raggiungere un pubblico globale, ma che fa perdere un po’ dell’irriverenza che rendeva City Hunter unico. Sul fronte dei contenuti, il film parla di lealtà, amicizia e seconde possibilità, ma senza svilupparle troppo. La narrazione è funzionale, il ritmo sostenuto, ma resta comunque un film in cui si vorrebbe condensare una trama molto più lunga. L’impressione è che si sia preferito non rischiare per mettere d’accordo tutti.
CONCLUSIONI

Il City Hunter di Netflix è un prodotto ben confezionato, godibile e rispettoso, ma anche troppo sicuro di sé per sorprendere davvero. Nonostante questo, chiunque ami il cacciatore di Shinjuku non può non desiderare una serie con Ryohei Suzuki protagonista. Sarebbe un successo annunciato. La città e il taglio registico rendono giustizia alle atmosfere dell’opera originale e fanno desiderare allo spettatore di poterne esplorare ogni angolo. I comprimari si dimostrano all’altezza del ruolo e non sarebbe stato affatto male vedere la trasposizione del mitico “Falcon”. Il film dunque piacerà ai fan di lunga data e intratterrà i nuovi arrivati, ma chi cercava il mordente dell’originale resterà con un retrogusto dolceamaro in bocca.
