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La Mania del TeatroBasilica di Roma

Anita B.Monti

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Intitolata “Mania”, parte la settima stagione del TeatroBasilica di Roma. Lo spazio diretto da Alessandro Di Murro e Daniela Giovanetti, con la consulenza artistica di Antonio Calenda.

Tra gli autori rappresentati, Marguerite Yourcenar, Pasolini, Philip Roth (una produzione di Galleria Toledo di Napoli), Edouard Louis, Hattie Naylor.

Le compagnie provenienti anche da altre città affrontano temi differenti: dall’amore alla fame, dalla diversità all’ambiente, dal senso della vita alla povertà. Spesso sostenuti da musica dal vivo o da video.

Molti i ritorni di nomi noti, tanti anche i giovani. Artisti delle nuove generazioni che si misurano con il rito del teatro, mettendosi in gioco con testi contemporanei o ispirandosi a grandi drammaturgie.

L’APERTURA DI STAGIONE

Inaugura il 30 settembre 2025 Pluto. O il dono della fine del mondo (dal 30 settembre al 3 ottobre). La compagnia residente del TeatroBasilica, Gruppo della Creta, porta in scena una rivisitazione del classico di Aristofane, con un testo di Anton Giulio Calenda e Valeria Chimenti e la regia di Alessandro Di Murro. Sul palco, gli interpreti Matteo Baronchelli, Alessandro Di Murro, Alessio Esposito, Amedeo Monda e Laura Pannia esplorano l’idea di un’umanità improvvisamente arricchita, contrapponendosi alla personificazione della Povertà.

Roberto Latini e Giulietta e Romeo (foto di Daniela Neri)

DA GENNAIO 2026

Il Gruppo della Creta torna a gennaio con La stanza di Julio Cortázar (27 e 28 gennaio), un’installazione teatrale interattiva. L’idea è di Alessandro Di Murro, con la drammaturgia di Tommaso Emiliani. Gli interpreti Jacopo Cinque e Bruna Sdao coinvolgono gruppi di sei spettatori in un gioco sull’identità e sul rapporto tra uomo e macchina. Ne La stanza di Julio Cortázar gruppi di sei spettatori dovranno porre delle domande e smascherare un’intelligenza artificiale che si finge umana. Per questo dentro La Stanza non c’è la classica storia, dentro La Stanza si gioca. Un rompicapo sull’identità che indaga il rapporto tra uomo e macchina. Inoltre, mentre si aspetta il proprio turno di ingresso, è possibile fare varie attività: guardare i video-diari che Jacopo ha registrato mentre allenava JackBot; giocare a campana su dei tabelloni disegnati per terra; godersi un calice di vino e ascoltare la playlist a tema Rayuela.

La disfatta

“ARISTOFANE NOSTRO CONTEMPORANEO”

Si presenta come un ambizioso viaggio nel tempo che riporta l’atto teatrale alle sue origini, rileggendo le commedie del grande autore greco attraverso la traduzione e rivisitazione di Benedetto Marzullo. Sotto la direzione artistica di Antonio Calenda, l’iniziativa si snoda dal 25 settembre all’8 ottobre, intrecciando ricerca accademica, laboratorio pratico e nuove invenzioni sceniche.

LE ALTRE ATTIVITA’

Appuntamenti di formazione e spettacoli che fondono teatro e altre discipline. Residenze didattiche, letture dedicate a nuove opere teatrali dagli Stati Uniti, completano l’offerta dello spazio capitolino.

 

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