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I Colonnese: una libreria online

Angela Matassa

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Ama definirla “una libreria online”. Quando nel 2018 la libreria, la casa editrice, l’antiquariato hanno smesso di esistere per loro, una pausa per riflettere, ed ecco che Edgar e Vladimiro Colonnese, dopo quarant’anni di attività, nel giugno 2024, danno vita ad un nuovo progetto: lo Studio BibliograficoI Colonnese. Uno spazio esclusivamente online”.  Un luogo da visitare virtualmente, attraverso il sito www.colonneselibri.it/ su cui scegliere, ordinare ed acquistare.

Eddy, siete eredi di un’attività editoriale di grande prestigio. Di una libreria accorsata in cui farsi consigliare e chiacchierare. Oggi che cosa proponete ai clienti?

“Il nostro è soprattutto un lavoro di ricerca, di sistemazione delle migliaia di documenti conservati in archivio. Oltre a libri antichi esauriti e rari, l’idea è di continuare a dare la giusta importanza alle cose di carta: piccole testimonianze apparentemente inutili, ma che raccontano la storia e il costume di un Paese in continua trasformazione. Dalle cartoline dei primi del ‘900 alle fotografie, non tralasciando locandine, volantini, copioni , manifesti e tutto ciò che rientra nel cosiddetto collezionismo minore. Li fotografiamo e li mostriamo ai visitatori, che scelgono e poi acquistano il pezzo raro”.

Qual è la fascia d’età degli interessati?

“Va dai trenta anni a salire. I più giovani amano molto le collezioni, numerosi pezzi sono unici. Alcuni autografati e originali. C’è la foto della Adelina Magnetti, da lei firmata, una lettera di Riccardo Ricciardi con dedica. Una lettera autografa firmata di Onorato Fava. Testi di Prezzolini e Murolo.

E poi, pillole di cultura, che appassionano, diffuse sul web.

“Sì, siamo su tutti i social. Il più seguito è TikTok, su cui abbiamo  una crescita esponenziale. Dopo un anno i dati parlano di +200.000 visualizzazioni. Poi ci sono gli shorts da seguire su youtube. Li ho dedicati alla canzone napoletana, a E.A. Mario, a Gesualdo da Venosa, a Gaetano Filangieri, alle Quattro giornate di Napoli. Insomma, un modo per divulgare contenuti. Per “cose di carta” collezionismo cartaceo, invece, si trovano molte rarità: dalle ricette mediche del ‘700 al vademecum per i giornalisti stampato dal giornale “Il Regime fascista” di Cremona, fondato dal gerarca Farinacci”.

Siete, dunque, al passo con i tempi. I cosiddetti baby boomers apprezzano ancora il profumo e la consistenza del libro stampato, ma per le nuove generazioni certamente la Rete è più consona. Secondo lei, che cosa penserebbero di questo progetto oggi papà Gaetano e mamma Maria?

“All’epoca, papà era un po’ restio ad approfondire l’uso di Internet, che era ai primordi. Ma era molto curioso, si fidava di me e mi lasciava fare. Sono certo, che approverebbe”.

https://www.facebook.com/reel/774937225408029

https://www.youtube.com/shorts/yFrWAERQkrI

https://www.youtube.com/@IColonnese/shorts

 

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