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Fontana: mostra dal “taglio” poetico 

Andrea Di Maso

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Dovevi modellare e, nel modellato, davi tutta la vita, davi tutta la forma
Lucio Fontana
Alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia è aperta fino al 2 marzo 2026 la mostra “Mani-Fattura: le ceramiche di Lucio Fontana”, a cura della storica dell’arte Sharon Hecker. È la prima esposizione museale in Italia interamente dedicata alle opere in ceramica del grande maestro dello Spazialismo, e intende restituire al pubblico una dimensione più intima e meno nota del suo lavoro: quella del rapporto diretto con la materia, con la creta, con le mani.
Lucio Fontana - Coccodrillo
Coccodrillo

LA MOSTRA 

Hecker costruisce un percorso che si sviluppa in ordine cronologico e tematico, accompagnando il visitatore attraverso oltre settanta opere provenienti da collezioni pubbliche e private. L’obiettivo è mostrare come la ceramica, troppo spesso relegata a linguaggio “minore”, sia stata invece per Fontana un campo di ricerca fondamentale, un laboratorio di forme e colori da cui nasceranno le sue più radicali invenzioni spaziali.
Lucio Fontana - Medusa
Medusa

LE OPERE

Tra i lavori esposti spicca la “Ballerina di Charleston” del 1926, un piccolo capolavoro in gesso nero che segna l’inizio della sua avventura con la materia plastica. È un’opera ancora legata al figurativo, ma già vibrante di quella tensione vitale che caratterizzerà tutta la sua produzione. Accanto a questa, si trova “la Banana e pera” del 1938, ceramica smaltata e policroma in cui il colore diventa protagonista assoluto: un gioco di smalti e di luce che anticipa la libertà cromatica e gestuale dei lavori successivi. Opere come “Coccodrillo”, “Medusa” o “Torso italico” raccontano invece la fase più matura del suo dialogo con la creta, fatta di sperimentazioni materiche e smalti iridescenti, frutto anche della collaborazione con le manifatture di Albisola. 

L’ARTISTA E IL SUO STILE

La mostra intreccia continuamente la vita e l’arte dell’artista. Lucio Fontana nasce nel 1899 a Rosario de Santa Fe, in Argentina, da padre italiano e madre argentina. All’età di sette anni si trasferisce con il padre in Italia, dove cresce e si forma, lavorando con il padre scultore e studiando all’Accademia di Brera sotto la guida di Adolfo Wildt. Durante la Seconda guerra mondiale torna in Argentina, ma il richiamo dell’Italia è troppo forte: nel dopoguerra rientra a Milano, dove darà vita al movimento dello Spazialismo, aprendo l’arte verso una nuova concezione dello spazio e del gesto.
Lucio Fontana - Ritratto di Esa
Ritratto di Esa
È in questo contesto che nascono le sue celebri tele tagliate e bucate, i “Concetti spaziali”, che lo renderanno famoso in tutto il mondo. In quei tagli c’è l’idea di una pittura che va oltre la superficie, di un’arte che si apre all’infinito. Tuttavia, la mostra veneziana ci invita a guardare oltre il mito del taglio, riscoprendo il lato più sensibile e poetico di Fontana: quello che emerge dalle sue ceramiche.
Nella creta, l’artista trova una forma di intimità, un contatto diretto con la materia viva. I colori, le smaltature, le forme organiche raccontano una dimensione umana e affettiva che convive con la sua spinta verso l’assoluto. “Mani-Fattura” diventa così un viaggio nel cuore della sua opera, dove il gesto dell’artista non ferisce la materia, ma la modella, la accarezza, la trasforma in poesia.
INFO
Collezione Peggy Guggenheim di Venezia
Mostra “Mani-Fattura: le ceramiche di Lucio Fontana fino al 2 marzo 2026
Biglietti – adulto 16 € / ridotto 14€

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