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San Genesio e il miracolo teatrale

Anita B.Monti

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E’ un miracolo teatrale quel che si augura avvenga la Compagnia CTRL+ALT+CANC, che sarà in scena dal 13 al 23 novembre al Ridotto del Mercadante di Napoli. Lo spettacolo s’intitola Vita di San Genesio, testo e regia di Alessandro Paschitto, con Mattia Lauro, Raimonda Maraviglia, Francesco Roccasecca, ed è prodotto dal Teatro di Napoli – Teatro Nazionale.

SAN GENESIO, CHI ERA?

San Genesio è il santo patrono degli attori, dei guitti e dei giullari. Il santo protettore del teatro. Fu attore e mimo nella Roma di Diocleziano intorno al 300 d.C. e, chiamato a recitare la parodia di un sacramento, lo fece così bene che durante lo spettacolo ebbe una visione e si convertì al cristianesimo, compiendo sulla scena un miracolo imprevisto. Torturato e ucciso, oggi è martire.

Una scena (foto di Ivan Nocera)

II MIRACOLO LAICO DEL TEATRO

“Abbiamo perso il mondo. La sensazione del non abbastanza, del fuori tempo, dell’esser sopraffatti ci accompagna senza sosta. Nella continua lotta coi problemi, le soluzioni sono sempre troppo lente. – commenta il regista – La psicoterapia dura degli anni, la palestra non rassoda mai abbastanza, i farmaci curano e danneggiano allo stesso tempo. Mentre gli algoritmi riassumono e ci spiano, le politiche proseguono ineffettuali e intrasparenti, eccoci alla fine sempre lì, dentro di noi, più o meno laicamente a sussurrare: ti prego ti prego ti prego.

Lanciamo un segnale nell’ignoto sperando una risposta, il più possibile salvifica, possa tornare indietro con un rametto di ulivo nel becco. In un mondo in cui sentiamo che le cose ci sfuggono, anche le più semplici, viene proprio voglia di dire: ma sapete cosa? Io faccio un miracolo. Piccolo delirio di onnipotenza? Ma del resto è stato già tutto detto, fatto, agito, pensato e accuratamente parafrasato. Il miracolo resta forse l’unico gesto intonso, il solo posto libero. La messa diviene allora la cornice, la proposta spettacolare che presto si rivela rito decaduto, celebrazione alienata, parodia del nostro agire quotidiano e dei suoi discutibili leitmotive”

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