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La ricerca dell’eternità nei “Tesori dei Faraoni”

Andrea Di Maso

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Alle Scuderie del Quirinale arriva “Tesori dei Faraoni”, una grande mostra che porta a Roma 130 capolavori dell’arte dell’Antico Egitto fino al 3 maggio 2026. Le opere provengono dal Museo Egizio del Cairo e dal Museo di Luxor. Molte sono esposte per la prima volta fuori dall’Egitto. È un evento di rilievo internazionale, curato da Tarek El Awady e prodotto da ALES con MondoMostre, in collaborazione con il Supreme Council of Antiquities of Egypt. L’esposizione rafforza il dialogo culturale tra Italia ed Egitto ed è una scelta che valorizza il Mediterraneo come ponte tra civiltà.

Sarcofago dipinto
Sarcofago dipinto

LA MOSTRA 

Il percorso racconta il mondo dei faraoni attraverso potere, fede e vita quotidiana. La mostra si apre con lo splendore dell’oro, materia divina per eccellenza. Il sarcofago dorato della regina Ahhotep II e la celebre Collana delle Mosche d’oro introducono il ruolo politico e simbolico dei gioielli. Il collare di Psusennes I e il suo straordinario corredo funerario, rinvenuto a Tanis, mostrano la raffinatezza delle élite egizie. Amuleti, coppe e oggetti di oreficeria conservano dopo millenni una luce intatta.

Collana di mosche d'oro
Collana di mosche d’oro

IL RITO 

Dalla ricchezza della corte si entra nel territorio del rito. Il monumentale sarcofago di Tuya, madre della regina Tiye, domina una sezione dedicata ai culti funerari. Statuette shabti, vasi canopi e un prezioso papiro del Libro dei Morti illustrano le pratiche che accompagnavano la trasformazione del defunto. Ogni oggetto segue una logica precisa: proteggere, guidare, permettere la rinascita sotto il sole di Ra.

Maschera funeraria d'oro di Amenemope
Maschera funeraria d’oro di Amenemope

IL POTERE 

La mostra prosegue con il volto umano del potere. Le tombe dei nobili, come quella di Sennefer, riportano alla luce la vita amministrativa dell’Egitto faraonico. Sono storie di funzionari e servitori del re, custodi dell’ordine cosmico. Accanto a loro emerge un oggetto raro e sorprendente: la poltrona dorata di Sitamun, figlia di Amenofi III. Un arredo quotidiano poi trasformato in dono funerario, testimonianza di affetto e continuità familiare.

Uno dei momenti più attesi è la sezione dedicata alla “Città d’Oro” di Amenofi III, scoperta nel 2021. Utensili, sigilli e amuleti raccontano il lavoro degli artigiani che costruivano la potenza del regno. È una narrazione viva, concreta, che mostra l’ingegno tecnico e la spiritualità degli antichi Egizi nella loro forma più quotidiana.

Copridita della mummia di Psusennesi
Copridita della mummia di Psusennesi

LA REGALITA’DIVINA 

Il percorso si chiude con la regalità divina. Statue e rilievi di grande forza, come l’Hatshepsut inginocchiata, la diade di Thutmosi III con Amon la Triade di Micerino, raccontano l’unione tra sovrano e divinità. La splendida maschera d’oro di Amenemope diventa il simbolo finale della trasformazione del re in essere eterno. La presenza della Mensa Isiaca, eccezionalmente prestata dal Museo Egizio di Torino, riannoda il legame spirituale tra Egitto e Roma.

Sarcofago della regina Ahhotep II
Sarcofago della regina Ahhotep II

L’ETERNITA’ 

Tesori dei Faraoni restituisce al visitatore la tensione più profonda dell’antico Egitto: la ricerca instancabile dell’eternità. Ogni sarcofago, ogni maschera, ogni frammento d’oro è la traccia di un dialogo millenario con il tempo. Gli Egizi non concepivano la morte come fine, ma come soglia da varcare con coraggio e disciplina, sostenuti da riti, formule e simboli. È in questa fede nella continuità, più forte della fragilità umana, che la mostra trova la sua nota più potente. Un invito a guardare oltre il presente, lì dove l’arte diventa memoria e la memoria tenta, ancora una volta, di sfidare il destino.
 

INFO

Tesori dei Faraoni alle Scuderie del Quirinale – fino al 3 maggio 2026
Biglietti – intero 18€ / ridotto 16€

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