Non perde smalto il Teatro delle guarattelle napoletane. Nonostante i tempi attuali, in cui anche i più piccoli sanno usare cellulare, computer e tablet, se si trovano ad assistere a uno spettacolo teatrale dal vivo si entusiasmano anche oggi.
Così, si divertono alle storie di Pulcinella, ridono quando viene bastonato o acciuffato da un carabiniere, perché quello è proprio un intramontabile gioco di fantasia e di magia.

Lo spiega bene Bruno Leone, decano di questo importante genere teatrale, che con i suoi personaggi artigianali, classici o moderni burattini, racconta le divertenti avventure di adulti e bambini, vissute dietro un teatrino all’aperto o al chiuso.
In una villa o in una chiesa, il poetico cantastorie si propone con successo al piccolo pubblico. Perché le marionette piacciono ancora ai bambini. “Sì, s’incantano ascoltando e vivendo queste semplici avventure. – spiega – Anzi, sempre mi chiedono di fare cose adatte a loro, perché c’è un gran bisogno di fantasia, di sorriso, di divertimento. E li accontento, rivolgendomi anche agli adulti, perché non riesco a dimenticare i tempi difficili e cupi che stiamo vivendo“.
Tutte dai titoli accattivanti le performance delle guarattelle di Bruno Leone girano il mondo, toccando anche Paesi lontanissimi, alcuni oggi in guerra.
Qualche titolo: le tradizionali “Storie di Pulcinella”, “‘O cacador” con burattini della tradizione portoghese. E ultimo in ordine di tempo, “La favola di Sant’Antuono“, che sarà rappresentata sabato 17 gennaio 2026, in tre momenti della giornata. Alle 11 ci sarà la parata degli artisti dia Vico Bardariello al Borgo. Subito dopo, alle ore 12, la benedizione di maschere, burattini e tamburelle, nella chiesa di Sant’Antonio Abate. Alle ore 18: “Cippo. Santa fede liberata” in San Giovanni Maggiore Pignatelli.
Lo spettacolo sarà replicato domenica 18 gennaio 2026, alle ore 18, presso la Casa delle Guarattelle in Vico Pazzariello, da lui fondata e divenuta un’associazione. Tutto nella città di Napoli.
BRUNO LEONE RACCONTA GLI INIZI
“Ho conosciuto Nunzio Zampella nell’autunno del 1978, volevo imparare da lui il mestiere di guarattellaro. Zampella considerava quest’arte morta col suo ultimo spettacolo fatto a Milano nel mese di settembre 1978. E non volle dirmi nulla sulle storie che rappresentava, nulla sulla tecnica e soprattutto non volle svelarmi il segreto della voce di Pulcinella.
A febbraio del 1979 andai a Milano e riuscii a capire come costruire la pivetta.
La notte in treno scrissi il testo del mio primo spettacolo. Dopo aver costruito tutti i burattini che mi servivano feci a Napoli la mia prima rappresentazione il 1° maggio del 1979. Senza aver mai provato prima, riuscii a incantare un pubblico fatto soprattutto di amici. E così divenni guarattellaro”.
