E’ stato il momento del Va’ pensiero ad emozionare il pubblico del Teatro San Carlo di Napoli dove ha debuttato il “Nabucco” di Giuseppe Verdi nella regia di Andreas Homoki. Repliche fino al 31 gennaio 2026.
Un momento culminante in cui Coro e Orchestra del Lirico partenopeo hanno reso tutta la potenza dell’opera, seppure in una messinscena atipica, non classicamente storica, ambientata nel periodo in cui Verdi scrisse il dramma, e spogliata da ogni orpello risorgimentale. Così come i costumi di Wolfgang Gussmann e Susana Mendoza, che caratterizzano i due gruppi opposti: l’aristocrazia e la nuova borghesia. Le luci sono di Franck Evin, la scenografia di Wolfgang Gussmann.
«La storia convulsa della famiglia formata da Nabucco e dalle sue due figlie. – aveva annunciato Andreas Homoki – Al sistema politeista dei babilonesi si contrappone ora, come ideale utopico, un sistema nuovo e moderno, incarnato dalla visione monoteista del mondo degli ebrei. Nel processo di avvicendamento tra l’antico e il nuovo, anche la famiglia finisce per spezzarsi. La polarità tra il nuovo ordine e quello antico si manifesta nello scontro tra la nuova borghesia e un’aristocrazia che, ai tempi di Verdi, era percepita come un’odiosa alleata del dominio straniero».
LA MESSINSCENA
L’obelisco verde che domina la scena è palcoscenico totale, girevole, luogo di momenti ed accadimenti differenti, pubblici o privati, soprattutto simbolo della lotta tra il potere e gli affetti privati.
Al debutto nel ruolo, il tenore Ludovic Tézier, è un re profondamente umano, che convince come Nabucco, come la soprano Marina Rebeka (anch’ella al suo debutto) nei panni di Abigaille. Con loro in scena, Lorenzo Mazzucchelli (il Gran Sacerdote), Francesco Domenico Doto (Abdallo) e Caterina Marchesini (Anna). Ancora, Piero Pretti (Ismaele), Michele Pertusi (Zaccaria), Cassandre Berthon (Fenena).
Recitazione e canto hanno mantenuto lo stile lineare e asciutto voluto dal regista. Per la prima volta a Napoli, Andreas Homoki ha dato vita a un allestimento essenziale, privo di carichi inutili, dando rilievo ai sentimenti e agli affetti personali magnificamente espressi dal Coro, preparato da Fabrizio Cassi e diretto da Riccardo Frizza, voce unica di ogni animo umano.
(Foto di Luciano Romano)
