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Teatro San Carlo, omaggio a Beethoven

Danila Liguori

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Risuoneranno le note di Beethoven nel Teatro d’Opera più antico del mondo tra quelli ancora in funzione. Appuntamento per sabato 21 febbraio 2026 ore 21 presso il Teatro San Carlo di Napoli nell’ambito della Stagione di Concerti 2025/2026. Una serata dunque interamente dedicata al mito musicale di Ludwig van Beethoven, figura cruciale della musica colta occidentale, che fu l’ultimo rappresentante di rilievo del classicismo viennese, considerato uno dei più grandi e influenti compositori di tutti i tempi. In scena Karel Mark Chichon, alla guida dell’Orchestra del Lirico partenopeo, e Rudolf Buchbinder al pianoforte.

Il programma mette in dialogo due capolavori del primo decennio dell’Ottocento, nati in un’Europa attraversata da conflitti e profonde trasformazioni: il Concerto n. 5 per pianoforte e orchestra in mi bemolle maggiore, op. 73 e la Sinfonia n. 5 in do minore, op. 67.

IL CONCERTO N. 5

Il Quinto Concerto fu composto nel 1809, quando l’esercito di Napoleone aveva assediato Vienna per poi occuparla. Beethoven, in una lettera del 26 luglio agli editori Breitkopf & Härtel, scriveva: “Che vita piena di distruzione e di disordine intorno a me, nientʼaltro che tamburi, cannoni e ogni sorta d’umane miserie.”. Dedicato all’arciduca Rodolfo d’Asburgo, l’opera ebbe la sua prima esecuzione pubblica al Gewandhaus di Lipsia il 28 novembre 1811, con accoglienza entusiastica, mentre più tiepida fu quella successiva, a Vienna, nel 1812. È noto con l’appellativo “Imperatore”, un sottotitolo molto diffuso in epoca romantica, ma non originale del compositore.

LA SINFONIA N. 5

Lunga e complessa fu la gestazione della Quinta Sinfonia: avviata nel 1804, ripresa nel 1807 e completata nel 1808. La prima esecuzione pubblica ebbe luogo il 22 dicembre 1808 al Theater an der Wien, in un memorabile concerto diretto dallo stesso Beethoven, che comprendeva anche la Sesta Sinfonia, il Quarto Concerto per pianoforte e la Fantasia corale, op. 80. “Così il destino bussa alla porta”, nelle parole di Beethoven tramandate da una testimonianza di Anton Schindler: un’immagine che allude a una presenza incombente e ineludibile, racchiusa nell’inciso iniziale di quattro note, divenuto nel tempo una delle soglie più riconoscibili dell’intera storia della musica.

Rudolf Buchbinder foto: Marco Borggreve)

RUDOLF BUCHBINDER

Leggenda del pianismo mondiale con oltre sessant’anni di carriera, Rudolf Buchbinder è considerato uno dei massimi interpreti beethoveniani, di cui ha eseguito il ciclo integrale delle Sonate oltre 60 volte. Si è esibito con le più prestigiose orchestre e direttori, dai Wiener Philharmoniker alla Staatskapelle Dresden. È membro onorario della Wiener Philharmoniker e della Wiener Symphoniker, della Gesellschaft der Musikfreunde, della Wiener Konzerthaus, nonché il primo solista ad essere stato insignito del Distintivo d’Onore della Staatskapelle Dresden.

 

 

In foto Karel Mark Chichon

KAREL MARK CHICHON

Formatosi alla Royal Academy of Music di Londra, di cui è stato eletto Fellow nel 2016, Karel Mark Chichon è Direttore Principale e Artistico dell’Orquesta Filarmónica de Gran Canaria. Già alla guida della DRP-Orchester, Latvian National Symphony e della Graz Symphony Orchestra, collabora regolarmente con istituzioni come la Metropolitan Opera di New York, la Wiener Staatsoper e la Royal Concertgebouw Orchestra. È stato nominato, nel 2012, Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico (OBE) dalla Regina Elisabetta II per i suoi meriti artistici.

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