E’ un intenso monologo sulla migrazione che trasforma una vicenda individuale in una testimonianza universale “Lampedusa Beach” di Lina Prosa, per la regia di Alessandra Cutolo con Cristina Parku e la danza di Moussan Yvonne N’dah e le immagini video di Caterina Biasiucci. Lo spettacolo sarà in scena, in prima nazionale, dal 26 febbraio all’8 marzo 2026 al Ridotto del Mercadante di Napoli.
L’AZIONE
Protagonista della scena è la giovane attrice Cristina Parku nel ruolo di Shauba, una donna africana che dà voce ai sogni, alle speranze e al desiderio di una vita migliore che la spingono ad affrontare un viaggio lungo e pericoloso verso l’Europa. Una traversata che si consuma tra memoria e visione, e che trova il suo tragico epilogo al largo delle coste di Lampedusa.

LA SCELTA DELLA REGISTA
“Shauba è una donna che annega nel Mediterraneo. È la storia di una, ma in realtà di tante donne. – afferma Alessandra Cutolo – Solo nel mese di gennaio centinaia di donne sono partite con destinazione Lampedusa dalle coste di Libia e Tunisia, moltissime barche hanno fatto naufragio. Negli ultimi dieci anni circa 30.000 persone hanno perso la vita provando ad attraversare il mare. Ma “Il mare è innocente”. Colpevoli sono le politiche di chi, in un insensato tentativo di fermare un processo inarrestabile, se la prende con donne, bambini, giovani africani. Vite spezzate per essere nate “dalla parte sbagliata” del mondo.
È la storia di una donna che mentre scende verso il fondo, mentre attraversa il valico tra la vita e la morte, dialoga con la sua Mahama. Una zia, una parente, una persona che l’ha mandata a morire. Consapevole del rischio. Anche Shauba è consapevole di rischiare violenza e morte. Ma quando si è consapevoli e si rischia la vita, significa che non c’è la possibilità di sopravvivere in altro modo”.
(Fotografie di Ivan Nocera)
