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“I turni”, una commedia tragicomica

Angela Matassa

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Un interno domestico. Un divano, una panchina, un tavolino. Un ambiente che lascia immaginare un’altra camera: quella di una donna malata. In quest’ambito si muovono due sorelle Diana (Licia Maglietta) e Patrizia (Iaia Forte), che a turno si recano a casa della mamma per accudirla, lavarla, pulirla. Badare a lei completamente. E’ la storia di “I turni”, lo spettacolo scritto e diretto da Cristina Comencini, in cartellone al Teatro Mercadante di Napoli fino al 15 marzo 2026.

La regista romana (nata a Napoli) riprende il tema a lei caro: quello della famiglia. Come al cinema, così a teatro, Comencini rappresenta la famiglia come una gabbia, una prigione, governata da regole scritte da altri e non dai protagonisti.

La mancanza di poter essere se stessi, di seguire sogni e amori, a confronto di un impegno continuo, di ruoli non voluti, ma imposti da una mentalità borghese e scontata, è il filo conduttore della commedia.

Tra un battibecco e l’altro le sorelle si parlano, si scontrano, si rinfacciano verità sopite da sempre. Diana “l’intelligente” che pensa a tutti e tutto e Patrizia “la felice”, superficiale e leggera portano il peso dei ruoli fin dalla nascita.

Un discorso, dunque, sulla famiglia che tanto “mito” non è e che si riscontra in tutti i nuclei. Ma qualcosa può cambiare, dice la regista, quasi ribaltando la situazione, propone un colpo di scena: all’improvviso arriva Stefano (Andrea Renzi) o meglio Stefanino. Il minore dei tre, sempre preferito e coccolato da mamma e papà. Che, trasferitosi a Bologna, si è completamente dimenticato di loro due e, soprattutto, non si è mai interessato alla mamma. Non ha mai fatto “i turni” come le sorelle.

Licia Maglietta in scena

IL COLPO DI SCENA

Lo scontro è inevitabile, perciò le sorelle stanche delle scuse e delle autodifese del fratello, decidono di non farlo ripartire e gli tolgono le chiavi di casa.

Qui si apre il nuovo scenario: i tre cominciano a ricordare, a guardare vecchie foto, a confidarsi, riavvicinandosi. Tanto che Stefano decide di occuparsi della malata per un mese tutto da solo.

Ma, dopo abbracci e sorrisi, i tre decidono di partire insieme e realizzare il sogno che avevano da ragazzi. La pièce si chiude con il saluto alla mamma.

UNA COMMEDIA TRAGICOMICA

I turni è una commedia che ha del drammatico, ma che provoca anche qualche risata alle battute tra le sorelle. Perfettamente in parte i tre attori che si ritrovano insieme dopo gli esordi teatrali e che, a dire della Comencini, rappresentano perfettamente tre fratelli.

(Fotografie di Francesca Fago)

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