Sarà Seong Jin-Cho al Teatro di San Carlo di Napoli per il Festival Pianistico, martedì 10 marzo 2026 (ore 20). Primo premio al concorso Chopin di Varsavia nel 2015 e vincitore del Premio Abbiati del Disco 2025 nella categoria “Repertorio solistico”, il pianista sudcoreano è oggi tra i più acclamati interpreti della scena internazionale.
IL PROGRAMMA
Il programma del recital indaga il legame secolare tra la danza e la scrittura per tastiera. La Suite di Johann Sebastian Bach, in apertura, lascia spazio alla rielaborazione novecentesca che Arnold Schönberg fa di questa forma inserendola in nuovi linguaggi compositivi. Il percorso approda, dunque, alle rielaborazioni romantiche di Robert Schumann e Fryderyk Chopin.
La Partita n. 1 in si bemolle maggiore, BWV 825 di Johann Sebastian Bach appartiene alla prima raccolta dei Clavierübung, pubblicata a Lipsia nel 1731. Il Praeludium introduttivo viene seguito dalla tipica successione di quattro danze canoniche: l’Allemande tedesca, la Courante francese, la Sarabande spagnola e la conclusiva Gigue inglese, inframmezzate da due Menuet.
Il riferimento alla Suite, di cui il termine “Partita” ne è equivalente, ritorna in modo esplicito con Schönberg e la Suite per pianoforte, op. 25, composta tra il 1921 e il 1923. È una delle opere che segna il trapasso stilistico verso la dodecafonia: “Il vero significato della mia ricerca mi si palesò attraverso questi pezzi”, scrive il compositore a Nikolaj Slonimskij. Nonostante il linguaggio radicalmente innovativo, la successione dei movimenti riprende i modelli di danza storici: Präludium, Gavotte, Musette, Intermezzo, Menuett e Gigue.
Con il “Faschingsschwank aus Wien”, op. 26, in italiano noto come “Carnevale di Vienna”, Schumann evoca il mondo delle maschere, una dimensione simbolica cara al suo immaginario. Il titolo carnevalesco cela un lavoro di notevole interesse formale, che lo stesso compositore definì una “grande Sonata romantica”: una successione di idee ora eroiche, ora liriche, che formano un brillante caleidoscopio musicale.
In chiusura, una selezione di 14 Valzer di Fryderyk Chopin, scritti in gran parte tra gli anni Trenta e Quaranta dell’Ottocento.
