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In scena “la famigliaccia” di Eugene O’Neill

Anita B.Monti

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E’ una storia di famiglia. O, meglio, di una “famigliaccia” come la descrive Eugene O’Neill. La porta in scena Gabriele Lavia nello spettacolo “Lungo viaggio verso la notte” dell’autore statunitense. Su drammaturgia di Bruno Fonzi. Al Teatro Bellini di Napoli dal 17 al 22 marzo 2026, l’attore ne sarà interprete con

Federica Di Martino, Jacopo Venturiero, Ian Gualdani, Beatrice Ceccherini. scenografia e costumi Alessandro Camera e Andrea Viotti, disegno luci Giuseppe Filipponio, disegno sonoro Riccardo Benassi. Vocal coach e composizioni digitali Andrea Nicolini.

Noto anche per il film di Sidney Lumet con Katharine Hepburn e Ralph Richardson, il dramma racconta una giornata della famiglia Tyrone, tra conflitti, dipendenze e segreti dolorosi.

Una scena 

Un’opera-confessione la definisce il regista, “un viaggio all’indietro” nella vita di O’Neill, precipizio impietoso nell’amarezza di un fallimento senza riscatto.

UNA STORIA DI VERITA’

La casa-prigione della “famigliaccia”- scrive Lavia – che O’Neill ci racconta, in fondo, è proprio casa sua. E qui sta il cammino tortuoso di una possibile messa-in-scena-viaggio di quest’opera, davvero amara, scritta da O’Neill ormai vicino alla morte per fare “un viaggio all’indietro” nella sua vita. Un viaggio impietoso dentro l’amarezza di un fallimento senza riscatto.

Le vite degli uomini sono fatte di tenerezza e violenza. Di amore e disprezzo. Comprensione e rigetto. Di famiglia e della sua rovina”.

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