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“Pompeii Theatrum Mundi”, nona edizione

Angela Matassa

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Nell’attuale momento buio della nostra storia, la cultura e in essa il Teatro sono più che mai necessari. Lo hanno sottolineato tutti i relatori presenti alla conferenza stampadi presentazione della nona edizione del “Pompeii Theatrum Mundi”. La rassegna estiva promossa dal Teatro di Napoli-Teatro Nazionale con il Parco Archeologico di Pompei, che si svolgerà dal 18giugno  al 12 luglio 2026.

«Anche quest’anno è un’emozione speciale immaginare il sipario ideale alzarsi davanti l’enorme platea del Teatro Grande di Pompei. – ha detto il Presidente del Teatro di Napoli Luciano Cannito – In questo luogo straordinario, dentro il sito archeologico più famoso del mondo, il teatro non è un’ambientazione: è una vocazione che si riaccende», Il Teatro ha un mandato essenziale – aggiunge il direttore artistico Roberto Andò, “circoscrivere uno spazio e un tempo in cui restare umani». Questo spazio è appunto il Teatro Grande di Pompei, che accoglie artisti di livello internazionale, per sottolineare come i classici raccontino storie che non sono legate a un tempo passato, ma che ci riguardano ancora oggi.

I relatori

Quattro spettacoli per undici sere, compongono la proposta della manifestazione, . Un’edizione, che vede insieme tutte le istituzioni, nonché una collaborazione con INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa), cosa non sempre facile. Un’occasione per portare avanti il discorso contro la guerra, la sete e l’arroganza del potere. Come hanno sottolineato il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e l’assessore regionale Ninni Cutaia. Nella speranza che gli insegnamenti dei Grandi del passato possano comunicare con il presente, senza forzature.

Si torna su “quelle pietre”, come dice Andò ma con una novità, annunciata dal direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel. “Quest’anno diamo la possibilità al pubblico di essere anche esploratori di una parte dell’area archeologica di Pompei: in occasione delle serate di teatro apriamo il cosiddetto Foro triangolare, in prossimità del Teatro grande, dove era ubicato uno dei più antichi santuari della città antica, ovvero quello di Atena”.

IL CARTELLONE

I quatto testi “eccellenti” per i temi proposti sono Le Baccanti di Euripide a firma del regista greco Theodoros Terzopoulos,(18 giugno alle 21), con repliche venerdì 19 e sabato 20. L’”Alcesti” di Euripide, in scena venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 luglio con inizio alle ore 20, nella messa in scena diretta da Filippo Dini. La prima nazionale dello spettacolo di danza, “L.A.V.A” arte per la prima volta inserita nella rassegna. Una creazione, infatti, qui in versione site-specific. Di Emio Greco e Pieter C. Scholten con Roberto Zappalà.

“I Persiani” di Eschilo, in scena venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 luglio con inizio alle ore 20, con la regia di Àlex Ollé.

In “Baccanti” – spiega Andò – c’è l’epopea di gente che fugge. Tra questa Dioniso è un rifugiato”. “Alcesti” rappresenta il ritorno delle donne dall’orrore”, commenta ancora il direttore. Mentre “I persiani racconta una vicenda cruciale. Un modo per parlare di guerra e di sconfitta”. Infine, la coreografia L.A.VA mette insieme la forza tellurica, il magma, e la danza insieme. E trova a Pompei un luogo perfetto.

Anche quest’anno proposta la card a quattro spettacoli (90 euro) e la navetta per portare gli spettatori dalla città al palcoscenico pompeiano.

INFO

Informazioni su ingressi, navette, agevolazioni: sul sito del Teatro di Napoli: teatrodinapoli.it > Pompeii Theatrum Mundi 2026

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