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“Il numero esatto”, una catena di maternità

Anita B.Monti

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E’ un viaggio nel cuore oscuro e intimo dell’identità e della maternità” spiega Fabio Pisano, autore dello spettacolo “Il numero esatto”, diretto da Martina Badiluzzi. In scena in prima nazionale al Ridotto del Mercadante di Napoli dal 9 al 19 aprile 2026.

In scena un cast di sole donne, come ha voluto l’autore: Alessandra Borgia, Francesca Borriero, Anna Carpaneto, Federica Carruba Toscano e Giulia Weber. Le scene sono di Roberta Guasco, i costumi di Alessandra Gaudioso, le luci di Fabrizio Cicero, le musiche di Francesco Leineri. Una nuova coproduzione del Teatro di Napoli.

L’AZIONE

La storia trae ispirazione da un recente fatto di cronaca italiano, legato al tema della gestazione. Interroga in modo crudo e insieme delicato il ruolo della maternità nella società contemporanea. Quando si parla di figli, il rischio è quello di ridurre tutto a opinioni immediate e superficiali.

Federica Carruba e Anna Carpaneto

Al centro della scena c’è Alice, una giovane donna che a vent’anni scopre di non essere figlia della madre che l’ha cresciuta. La sua ricerca identitaria si trasforma in un viaggio dentro un “pozzo al buio”, alla ricerca delle voci delle donne che hanno reso possibile la sua esistenza. Una madre biologica, una gestante, una tata e una madre adottiva. Una catena di maternità incompiute, imperfette. Una vicenda personale inserita in un contesto più ampio segnato da conflitti e tensioni globali. La storia si muove infatti tra geografie ferite — tra Ucraina e Russia — facendo della biografia di Alice anche una metafora del nostro tempo.

COSA E’ IL NUMERO ESATTO 

“Il numero esatto”, il numero di ovociti giusto per poter concepire, il numero di madri necessario per esserne “una”, una aritmetica che mi riporta agli anni dello studio, della laurea; il mio interesse scientifico declinato sulla scrittura per il teatro, mi dà l’opportunità di indagare l’umano fino in fondo e, in qualche modo, senza infingimenti”. 

Il testo, finalista alla 57ª edizione del Premio Riccione per il Teatro, ha vinto il Premio Ugo Betti per la Drammaturgia 2024 (XIX edizione) ed è pubblicato nella collana teatrale bettiana per Bulzoni editore.

(In copertina Anna Carpaneto e Alessandra Borgia – fotografie di Nocera Ivan)

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