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Napoli, NarteA fa tappa al Musa

Danila Liguori

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Cere anatomiche, scheletri, pietrificazioni, calcoli e calcinazioni. Ecco gli insoliti protagonisti di un’esposizione da cui nasce un itinerario dai toni noir. “Di carne, di cera, di ossa” sarà dunque il tema della visita di NarteA al Museo dedicato all’anatomia umana, il Musa – Museo Universitario delle Scienze e delle Arti di Napoli, situato all’interno dell’ex Convento di Santa Patrizia. La data è vicinissima: sabato 11 aprile 2026, a partire dalle 17:30.

COS’E’ NARTEA

NarteA è un’associazione culturale costituita da un gruppo di giovani uniti dalla passione per l’arte in tutte le sue forme ed espressioni.
L’Associazione ha come principale obiettivo la promozione, attraverso la divulgazione, del patrimonio storico e artistico della città di Napoli, e la valorizzazione del suo territorio, in collaborazione con enti pubblici e privati. NarteA ha lo scopo di operare nel settore della promozione della cultura e dell’arte, attraverso una serie di attività e di iniziative volte alla tutela, alla salvaguardia e alla fruizione dei beni culturali e paesaggistici, sempre nel rispetto delle caratteristiche storiche, sociali e ambientali del territorio partenopeo.

LA MOSTRA

NarteA farà dunque tappa all’ombra del Vesuvio. Nel corso dell’itinerario si visiteranno i due chiostri del complesso, oggi sede di alcuni istituti della facoltà di Medicina della Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Attualmente il convento ospita l’interessante Museo dedicato all’anatomia umana dell’ateneo. Il pubblico, rigorosamente over 14, avrà accesso all’ex Convento di Santa Patrizia, protettrice della città insieme a San Gennaro. Di grande interesse sono la collezione di malformazioni fetali, le pietrificazioni di Efisio Marini e i due corpi essiccati con il sistema vascolare evidenziato tramite iniezione intravasale.

Lungo il percorso il pubblico incontrerà Giuditta Guastamacchia, personaggio controverso della storia di Napoli, condannata a morte per un amore incestuoso: il suo teschio e quello di numerosi altri condannati dal Tribunale di Castel Capuano furono raccolti e utilizzati per la causa scientifica. E ancora, a prendere la parola sarà Efisio Marini, medico sardo conosciuto con l’epiteto de “il Pietrificatore” per le sue ricerche nel campo della conservazione di cadaveri. Sarà infine la voce di Giovanni Antonelli, creatore del Museo e Rettore dell’Università, a svelare le ragioni della straordinaria collezione dai tratti noir.

Per partecipare è necessario acquistare i biglietti online su: https://www.nartea.com/prodotto/di-carne-di-cera-di-ossa/

 

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