[wpdreams_ajaxsearchlite]

Pittura come carne viva di Saville a Cà Pesaro

Andrea Di Maso

Inserisci qui la tua pubblicità
La mostra dedicata a Jenny Saville a Ca’ Pesaro segna un momento importante per la città di Venezia. In un contesto in cui la tradizione dialoga continuamente con il presente, il ritorno dell’artista assume un valore simbolico e profondo. Esporre qui è, come lei stessa afferma, un grande onore: Venezia è un luogo in cui l’arte vive ogni giorno, tra passato e contemporaneità.

L’ARTISTA 

Saville, nata nel 1970 a Cambridge, è una delle voci più rilevanti della pittura figurativa contemporanea. Formata alla Glasgow School of Art, si è distinta fin dagli anni Novanta per una ricerca radicale sul corpo umano. Vicina alla generazione degli Young British Artists, ha costruito un linguaggio potente e personale, in dialogo costante con la storia dell’arte. Dai richiami a Egon Schiele fino ai maestri veneziani come Tiziano, la sua pittura non è mai citazione nostalgica, ma materia viva.
Propped - Jenny Saville
Propped – Jenny Saville

I TEMI 

Al centro della mostra ci sono i temi che definiscono tutta la sua opera: corpi, volti, carne, sguardi. Uomini, donne e bambini emergono da tele monumentali, spesso di dimensioni imponenti. I corpi sono opulenti, esposti nella loro fragilità e forza. La carne è resa con una fisicità intensa, ma mai brutale. Le ampie pennellate costruiscono superfici dense, dove il colore vibra e si stratifica. Nonostante la potenza visiva, tutto è attraversato da una sorprendente delicatezza.

I volti, spesso in primo piano, catturano lo sguardo dello spettatore. Gli occhi non sono mai neutrali: interrogano, resistono, si mostrano vulnerabili. Nei bambini, la luce si fa più sottile, quasi sospesa. Negli adulti, invece, il corpo diventa luogo di tensione tra identità e percezione sociale.

Hybrid - Jenny Saville
Hybrid – Jenny Saville

LE OPERE

Tre opere in particolare raccontano l’evoluzione dell’artista. Propped (1992) è uno dei suoi lavori più celebri: un nudo femminile monumentale, che sfida gli stereotipi della rappresentazione del corpo. La figura occupa lo spazio con forza, ribaltando il punto di vista tradizionale.
In Hybrid (1997), il corpo si trasforma. Le forme si moltiplicano e si fondono, suggerendo una dimensione quasi instabile dell’identità. La pittura si fa più gestuale, più libera, anticipando sviluppi futuri.

Infine, Reverse (2002–2003) introduce un nuovo rapporto con lo spazio e lo sguardo. Il volto dell’artista, riflesso e disteso, crea un’immagine intima e complessa. Qui la materia pittorica diventa ancora più fluida, e la percezione si fa ambigua.

Reverse - Jenny Saville
Reverse – Jenny Saville
La mostra a Ca’ Pesaro ripercorre così l’intera carriera di Saville, dagli esordi ai lavori più recenti. È un viaggio nella pittura come esperienza fisica ed emotiva.
INFO
Mostra “Jenny Saville a Cà Pesaro” – Venezia fino al 22 novembre 2026
Biglietto intero – 15 euro / ridotto – 7,50 euro

Notizie Teatrali © All rights reserved

Powered by Fancy Web