La danza allo Spazio Rossellini di Roma prende forma con “Epiphanīa. Mi rendo manifesta”, della Compagnia Abbondanza-Bertoni, martedì 14 aprile 2026. Ideato, nelle scene e nei costumi da Antonella Bertoni, lo spettacolo vede interpreti Sara Cavalieri, Valentina Dal Mas e Ludovica Messina Poerio, sulle musiche originali di Sergio Beercock.
FARE I CONTI CON IL PROPRIO CORPO
“Continuiamo a volgere l’attenzione al femminile. – spiegano Michele Abbondanza e Antonella Bertoni – Al bagaglio di contraddizioni che ancora porta con sé e alla persistenza dell’eredità culturale. Sia ostacolo che strumento, quasi sempre un pregiudizio, il corpo della donna viene prima di lei. Dobbiamo fare i conti con il nostro corpo, negoziando tra necessità e desideri. Da qui siamo partiti, mossi dal dubbio che nel suo apparire e quindi essere e vivere, una donna è prima di tutto una bocca, due gambe, i suoi glutei. Alla rincorsa di un ideale che la fa sentire come un insieme di pezzi, imperfetti”.
LO SPETTACOLO SPIEGATO DA ANTONELLA BERTONI
“Come ombre della vita, in un campo di battaglia, le tre danzatrici, anime sospese e in bilico. In lucido sonnambulismo, si mostrano per strati visibili e nascosti in una sinfonia di azioni che si offre come una foresta di segni e di significati. Sono ritratti tra esibizione identitaria e esuberanza visiva.
Un femminile carnale, ma distaccato dal protagonismo assoluto della materia umana e che lascia spazio all’immateriale. Il soggetto diviene oggetto e solo allora gli si riconosce lo status sovrano. Il gesto indica e suggerisce senza dire, espressione di un pensiero quasi pittorico, perturbante e portatore di intensità anche emotiva.
La drammaturgia si concentra e sofferma su micro-momenti. In un apparente caos, si dipana in capitoli di un libro esploso. Apparizioni e scomparse come dentro una trappola spaziale in un nero che è il colore in cui si genera tutto, quello da cui veniamo al mondo e quello a cui torneremo. Un non-luogo che è una stanza, un labirinto di stanze che si perdono l’una nell’altra, una casa intera, il mondo; iperquadri che funzionano per immagini e si nutrono di pause”.
(Foto di Tobia Abbondanza)
