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Praesentia, viaggio nell’arte di Stabia

Renato Aiello

Praesentia
Campania Divina

Il termine latino praesentia custodisce un significato profondo e suggestivo. Non indica una semplice presenza fisica, ma la viva manifestazione della bellezza davanti agli occhi di chi osserva.

Sperimentare la praesentia significa sentire quella bellezza, percepirla con tutti i sensi, viverla pienamente nell’istante esatto in cui la storia e la natura si incontrano.

In questo concetto affonda le sue radici l’itinerario culturale Praesentia, il format promosso dalla Regione Campania per valorizzare un patrimonio culturale e storico inestimabile.

Dopo il debutto nell’isola d’Ischia, con il sopralluogo al Museo Archeologico di Pithecusae e alla celebre Coppa di Nestore, il viaggio ha raggiunto il 13 luglio 2026 la Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia.

Qui il visitatore può imbattersi in un’esperienza sensoriale e culturale straordinaria, sospesa tra le vette verdi del Monte Faito e l’azzurro limpido del Golfo di Napoli.

L’OSPITALE DIMORA DELLA REGGIA DI QUISISANA PER PRAESENTIA

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Il convegno di Praesentia

La reggia domina il paesaggio stabiese con antica solennità. L’etimologia del nome rimanda al latino quid est sana, espressione che si traduce nel celebre motto “Qui si guarisce“.

Il toponimo celebra la straordinaria salubrità dell’aria e la ricchezza delle sorgenti idrominerali locali.

Già nel ‘300 i sovrani d’Angiò e d’Aragona sceglievano questo luogo per ritemprare lo spirito e trovare riposo.

Lo stesso Giovanni Boccaccio cita la struttura nel suo capolavoro Decameron, descrivendo una dimora incantevole immersa tra ulivi, noccioli, castagni e limpide acque vive.

Nel ‘700 , con la salita al trono dei Borbone, Carlo III e Ferdinando IV trasformarono il palazzo in una sontuosa reggia barocca.

L’edificio, articolato in 3 corpi di fabbrica in muratura portante a forma di “L”, si integra perfettamente con un parco monumentale ricco di pini d’Aleppo, lecci e storiche fontane.

Il restauro, ultimato in epoca recente, restituisce oggi l’intera struttura alla fruizione pubblica, trasformandola nel fulcro della rinascita culturale del territorio.

IL MUSEO LIBERO D’ORSI E LA MEMORIA DI STABIA CON PRAESENTIA

Praesentia
Momento musicale classico partenopeo

All’interno della Reggia batte il cuore archeologico della città grazie al Museo Libero D’Orsi. L’esposizione rende omaggio al coraggioso preside che negli anni ’50 promosse i nuovi scavi sulla collina di Varano.

Le sale custodiscono ben 507 reperti d’epoca romana provenienti dalle dimore d’otium di Villa San Marco e Villa Arianna, travolte dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

Il percorso espositivo propone sculture marmoree, bronzi finissimi, ceramiche ed eccezionali affreschi staccati dalle pareti delle antiche residenze imperiali.

I depositi allestiti nelle scuderie offrono ulteriori 400 metri quadrati di superficie espositiva con oltre 8mila reperti a disposizione di studiosi e visitatori.

La Reggia ospita inoltre il Museo Civico 4.0, uno spazio digitale e interattivo progettato attorno ai 4 elementi naturali: acqua, terra, aria e fuoco.

Questa sezione narra con tecnologie d’avanguardia l’identità contemporanea di Castellammare di Stabia, ricordando sia le sue ventotto sorgenti sia l’eccellenza del Cantiere Navale, dove nacque nel 1931 la celebre nave scuola Amerigo Vespucci.

DALLE PIETRE ALLA TAVOLA, IL CONCHIGLIONE E I FICHI DIPINTI, ESEMPI DI PRAESENTIA

Praesentia
Accostamenti pittorici tra arte e cibo

L’itinerario ha trovato il suo epilogo ideale a Gragnano il 14 luglio 2026, meta d’eccellenza dell’ultimo giorno di tour.

La visita guidata al Museo della Fabbrica della Pasta di Gragnano e la ricognizione tra i pastifici storici svelano la maestria di un’arte manifatturiera centenaria, evidente nelle geometrie precise degli arnesi antichi, degli strumenti moderni e dei macchinari attuali per la trafilatura al bronzo.

In questa tappa conclusiva la praesentia rivela tutta la sua potenza espressiva, intessendo un dialogo sottile tra il patrimonio archeologico e la tradizione culinaria.

Durante la degustazione, un conchiglione ripieno ha offerto uno spunto di riflessione visiva ed estetica folgorante. La superficie della pasta trafilata al bronzo, calda e morbida nella sua consistenza, si accosta per colore e texture ai fichi dipinti negli affreschi romani.

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Conferenza di Praesentia

Tra la buccia vellutata e dorata dei fichi raffigurati sulle pareti delle ville d’otium e la linea opulenta del conchiglione ripieno corre un filo conduttore cromatico e tattile.

La pasta accoglie la farcia di pomodoro, carne e formaggio esattamente come il frutto dipinto rivela la sua polpa matura. In entrambe le forme risplende la medesima tonalità calda della terra e del grano.

La bellezza osservata nei reperti archeologici si trasforma così in bellezza percepita attraverso il gusto: la praesentia manifesta la sua continuità sensoriale, unendo la pittura antica al sapore autentico della tavola campana.

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