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Oasis, la dolce vendetta del tempo

Andrea Di Maso

“Don’t Look Back in Anger” arriva alla Mostra del Cinema di Venezia per raccontare la reunion degli Oasis del 2025, della band che ha cambiato il rock britannico. Un documentario che è molto più di un concerto: è la storia di due fratelli che, dopo quindici anni di silenzio, scoprono che certi legami sono più forti della rabbia.

Liam e Noel Callagher - foto di Andrea Di Maso
Liam e Noel Callagher – foto di Andrea Di Maso

LA BAND CHE VOLEVA ESSERE PIU’ GRANDE DEI BEATLES

Negli anni Novanta gli Oasis non erano semplicemente una band: erano un fenomeno. Nati a Manchester, con Liam e Noel Gallagher al centro di una formazione capace di trasformare il britpop in un fenomeno mondiale, conquistarono milioni di persone con album come Definitely Maybe e (What’s the Story) Morning Glory?, canzoni diventate inni generazionali e un’attitudine che guardava apertamente ai Beatles. Noel scriveva canzoni, Liam le trasformava in grida, melodie e provocazioni. Erano talentuosi, arroganti, irresistibili. E proprio come i grandi miti del rock, sembravano destinati a vivere per sempre. Ma tra i due fratelli la rivalità diventò sempre più feroce.

Noel Callagher - foto di Andrea Di Maso
Noel Callagher – foto di Andrea Di Maso

LA ROTTURA

Litigi, provocazioni, incomprensioni e anni di tensioni culminarono nel 2009, quando Noel lasciò definitivamente gli Oasis. Da quel momento Liam e Noel presero strade separate. Per circa quindici anni il loro rapporto rimase segnato da una distanza quasi totale. Poi, nel 2024, arriva l’annuncio che sembrava impossibile: gli Oasis tornano insieme. Nel 2025 parte Oasis Live ’25, un tour mondiale che diventa uno degli eventi musicali più importanti dell’anno.

Liam Callagher - foto di Andrea Di Maso
Liam Callagher  (foto )di Andrea Di Maso

IL RITORNO

Il documentario, diretto da Dylan Southern e Will Lovelace e scritto da Steven Knight, entra nelle prove, dietro le quinte e sul palco. Ma soprattutto mostra qualcosa che per anni sembrava impensabile: Liam e Noel di nuovo fianco a fianco. Il film contiene anche la loro prima intervista insieme dopo oltre vent’anni. Le immagini raccontano una riconciliazione senza bisogno di troppe spiegazioni. Non cancellano il passato, ma mostrano due uomini che hanno finalmente smesso di combatterlo.

FRATELLI

Ed è forse questo il cuore più emozionante del film. Liam e Noel non sono soltanto due musicisti. Sono fratelli. Possono non parlarsi per quindici anni, possono ferirsi, allontanarsi, dirsi cose terribili. Ma rimane qualcosa che nessuna lite riesce completamente a cancellare: l’essere sangue del sangue. Il documentario riesce a trasformare la reunion degli Oasis in una storia universale. Perché tutti conosciamo, in qualche modo, il peso dell’orgoglio, delle parole non dette, delle ferite che diventano abitudini.

DON’T LOOK BACK IN ANGER

E allora arriva il messaggio contenuto nel titolo, preso da una delle canzoni più amate della band. Non guardare indietro con rabbia. Non significa dimenticare ciò che è successo. Significa smettere di permettere al passato di governare il presente. È questo che rende il documentario toccante: dietro il rumore degli stadi pieni, dietro le chitarre e le migliaia di persone che cantano, c’è una storia semplice e potentissima. Due fratelli hanno perso anni della loro vita a causa della rabbia e poi hanno scelto di ritrovarsi. Perché la vita è troppo breve per continuare a combattere con chi ami.

Don't look back in anger - Oasis
Don’t look back in anger – Oasis

LA MUSICA COME RICONCILIAZIONE

Gli Oasis tornano sul palco e il pubblico canta con loro. Wonderwall, Live Forever, Champagne Supernova, Don’t Look Back in Anger: canzoni che appartengono ormai alla memoria collettiva. Ma il vero spettacolo non è soltanto quello che accade sul palco. È vedere due fratelli che tornano a condividere lo stesso spazio. E forse questa è la vera forza di “Don’t Look Back in Anger”: ricordarci che perdonare non significa dare ragione all’altro. Significa liberare se stessi. Lasciare andare la rabbia per tornare a vivere. E, qualche volta, per tornare ad amare.

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