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Pagliacci, il teatro nel teatro: la finzione si tinge di sangue

Andrea Di Maso

Al Teatro Malibran di Venezia, “Pagliacci”di Ruggero Leoncavallo torna a interrogare il confine, sempre labile, fra rappresentazione e realtà. Nel nuovo allestimento della Fondazione Teatro La Fenice, la regia di Andrea Bernard trasfigura l’originaria piazza paesana in un set televisivo, trasformando la compagnia di giro di Canio nel cast di una sitcom. Una scelta che non tradisce la natura verista dell’opera, ma ne trasferisce il veleno nel nostro immaginario contemporaneo.

Pagliacci-una scena
Pagliacci-una scena (archivio NT)

LA TRAMA

La vicenda è tanto semplice quanto implacabile. Canio, capo della compagnia, è un uomo divorato dalla gelosia: sua moglie Nedda ama Silvio, un giovane del paese, mentre Tonio, respinto dalla donna, rivela a Canio il tradimento. Il dramma privato irrompe così nella commedia che gli attori devono rappresentare davanti al pubblico. Quando cala la maschera di scena, resta soltanto l’uomo, e il gioco teatrale precipita nella tragedia. Il celebre «Vesti la giubba» diviene allora non soltanto un’aria di disperazione, ma il simbolo di una frattura insanabile fra ciò che si mostra e ciò che si cela.

I TEMI

È proprio questo il nucleo tematico della produzione: la maschera, intesa come dispositivo sociale, artistico e psicologico. Bernard sostituisce al contrasto fra commedia dell’arte e violenza verista quello, altrettanto perturbante, fra la leggerezza prefabbricata della televisione e la brutalità della vita reale. Il sorriso dello show diviene una superficie fragile, sotto la quale fermentano possesso, desiderio, umiliazione e vendetta.

Pagliacci - una scena
Pagliacci – una scena (archivio NT) 

LA MESSINSCENA

La messinscena, costruita in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Venezia, accentua dunque il carattere metateatrale dell’opera. Scene e costumi di Martina Calore e Tracy James, insieme al light design di Andrea Benetello, restituiscono l’estetica artificiale di uno spettacolo televisivo, facendo del palcoscenico un luogo nel quale la finzione sembra continuamente sul punto di divorare sé stessa.

GLI INTERPRETI

Sul podio, Daniele Callegari guida Orchestra e Coro del Teatro La Fenice privilegiando il carattere narrativo e sinfonico della partitura. In scena, Gregory Kunde affronta Canio con la statura di un protagonista consumato dal conflitto fra ruolo pubblico e rovina privata; Selene Zanetti, al debutto come Nedda, ne tratteggia invece la vulnerabilità e l’anelito alla libertà. Dimitri Platanias veste i panni di Tonio, mentre Andrea Schifaudo, Alberto Petricca e il resto del cast completano un congegno drammatico nel quale ogni personaggio sembra prigioniero della propria parte.

Pagliacci - una scena
Pagliacci – una scena (archivio NT) 

E quando la sitcom si spezza e la realtà irrompe sul set, “Pagliacci” torna a rivelare la sua verità più feroce: talvolta è proprio dietro il volto più sorridente che la tragedia attende di andare in scena.

Le foto sono di Manuel Silvestri

Pagliacci – Teatro La Fenice

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