
Due storie personali al servizio di un racconto più ampio, che prova a entrare nella Storia con la S maiuscola, quella della ormai annosa crisi economica che brucia posti di lavoro, lacera famiglie, lascia dietro di sé vite stanche. Dalla voglia di fare i conti con il nostro (incerto) futuro avvia, infatti, la sua esplorazione il giovane regista Giovanni Mazzitelli, che nel film-documentario Solving, già applaudito a Los Angeles e premiato al Festival dedicato a Nino Manfredi, sceglie di posare lo sguardo sulla quotidianità di chi lotta per il lavoro. Lo fa raccogliendo due testimonianze: quella dell’imprenditore napoletano Salvatore Mignano, impegnato da 30 anni nel settore degli accumulatori di energia, che prova a sfidare la crisi diversificando la sua attività e investendo nel cinema indipendente. L’altra, purtroppo dal tragico epilogo, è quella di Giuseppe Campaniello, suicida a Bologna nel 2012, vicenda rievocata con delicatezza dalla moglie Tiziana Marrone.
La pellicola, dal 20 febbraio nelle sale italiane (nel circuito mutliplex), alle storie vere fatte di volti, memorie, responsabilità, sacrifici, gioie, dubbi, fa alternare le riflessioni del sociologo Francesco Alberoni e le analisi dei giornalisti Franco Di Mare e Sergio Luciano. «Siamo i nipoti del boom economico e i figli della contestazione giovanile – dice Giovanni Mazzitelli -. A noi è rimasto l’ottundimento. Ovvero la capacità di restare imbambolati di fronte a qualcosa che ci accade e che non sappiamo come gestire».
Con la telecamera sempre accesa per due anni, l’autore restituisce così un punto di vista originale sugli aspetti più intimi della figura dell’imprenditore. Ma il suo non vuole essere un film di denuncia. Anzi. «Il mio racconto privilegia la fiducia – sostiene il regista – e sottolinea quanto sia importante non cedere anche di fronte alle situazioni più critiche». «In Solving nessuno interpreta alcun ruolo, se non quello della propria vita – racconta Salvatore Mignano, che ha prodotto il documentario -. Io sono un imprenditore, mia figlia si occupa dell’amministrazione in azienda, un’altra delle vendite e così via dicendo. Mostriamo tutto ciò che ci è accaduto in questi ultimi, pesantissimi mesi. La crisi è stata ed è fortissima ed ha portato molta gente a decisioni estreme. Ma pur offrendo un punto di vista molto crudo e realistico della situazione – conclude Mignano – questo documentario incoraggia a non perdere mai la speranza. Non lasciamo che accada, lottiamo. Possiamo farcela. Lo dobbiamo a noi stessi e a chi verrà dopo di noi».
