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“A casa tutti bene” di Muccino al Diana

Danila Liguori

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Può un film campione di incassi avere successo anche a teatro? Assolutamente sì. Ne è la dimostrazione “A casa tutti bene”, uno dei cavalli di battaglia del regista Gabriele Muccino. Da mercoledì 25 febbraio 2026 ha difatti debuttato al Teatro Diana di Napoli per la prima volta in una trasposizione teatrale “A casa tutti bene”, in scena fino a domenica 8 marzo 2026. I protagonisti sono Giuseppe Zeno, Anna Galiena, Alice Arcuri, Ilaria Carabelli, Maria Chiara Centorami, Lorenzo Cervasio, Simone Colombari, Vera Dragone, Sandra Franzo, Alessio Moneta, Celeste Savino Musiche Nicola Piovani.

DA UN CELEBRE FILM

Per chi non avesse già visto il celebre film, si tratta della storia di una famiglia che si riunisce nella sua casa storica in occasione dell’ottantesimo compleanno della madre, Alba. Per l’occasione si riuniscono i figli, mogli, ex mogli, cugini e parenti vari. E’ qui che scatta la scintilla: riemergeranno vecchi amori sopiti, faide familiari, tradimenti, dinamiche nel rappoirto padre figlia. Si affronta anche il tema della malattia legato a quello dell’amore e di una scelta difficile. Undici personaggi che si riuniscono per poi alternarsi in scena tra drammi, qualche risata, ritmi incalzanti, mai noiosi. Un testo che, come al cinema, lascia lo spettatore con degli interrogativi sull’amore, sui rapporti familiari e lavorativi, su come affrontgare la malattia di una persona amata, come gestire un figlio da separati, affrontare un tradimento o lasciare il proprio partner per un nuovo amore.

Una scena

Il successo di questo testo si deve probabilmente al fatto che parla di tutti noi, cose comuni che accadono nella vita di ciascuno. I ritratti dei personaggi sono veri, con fragilità, debolezze e ritrovata forza. Amore, odio, passione, tradimento, senso di famiglia e lealtà si alternano in un’escalation che porta ad un finale non necessariamente stucchevole in un “e vissero tutti felici e contenti”. Proprio come nella realtà.

LE PAROLE DI GABRIELE MUCCINO

“Portare ‘A Casa Tutti Bene’ a teatro- dice il regista – è per me un’avventura importante oltre che una naturale evoluzione della storia. L’unità di luogo e di tempo, concentrata nella casa di famiglia, si adatta perfettamente al linguaggio teatrale, trasformando il palco in un microcosmo dove esplodono le dinamiche familiari. Il teatro amplifica l’intensità emotiva dei personaggi, rendendo il pubblico partecipe delle loro fragilità e tensioni. È un racconto universale in cui ognuno può riconoscersi, trovando nei complessi legami familiari un riflesso delle proprie esperienze. Con questo adattamento voglio offrire un’esperienza intima e profonda, che catturi l’essenza della famiglia, con le sue imperfezioni e i suoi conflitti.”

(Fotografia di copertina di Danila Liguori – archivio NT)

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