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Alien vs. Sigourney – parte prima

Alberto Tuzzi

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LEONE D’ORO ALLA CARRIERA A SIGOURNEY WEAVER

L’attrice americana Sigourney Weaver riceverà il Leone d’Oro alla carriera alla 81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, che si terrà a settembre 2024, per Alien.

Straordinaria interprete di numerosi film, tra le poche vere star USA emerse negli ultimi 40 anni, Weaver deve molto del suo successo alle memorabili interpretazioni del personaggio di Ellen Ripley (di seguito R.), protagonista principale nei primi quattro film della serie Alien, alcuni dei quali coprodotti da lei stessa.

IL CICLO DI ALIEN/RIPLEY: LE STORIE

Il ciclo inizia con “Alien” (Alien, GB 1979, regia di Ridley Scott). L’astronave Nostromo, nel XXII secolo, fa tappa su un pianeta sconosciuto per una richiesta di soccorso ma è invasa da una creatura mostruosa, che uccide tutti i membri dell’equipaggio, ad eccezione di R., che sconfigge lo xenomorfo.

La saga prosegue con “Aliens – Scontro finale” (Aliens, USA 1986, regia di James Cameron).

Dopo aver vagato 57 anni nello spazio in ipersonno su una navicella di salvataggio, R. è recuperata da una squadra di soccorso.

Dalla colonia umana di un lontano pianeta non arrivano più notizie e R. è inviata con una spedizione di soccorso, per scoprire che gli xenomorfi hanno ucciso tutti.

Nel terzo episodio, “Alien³” (Alien³, Usa 1992, regia di David Fincher), R., unica superstite della precedente vicenda, atterra su un pianeta dove, in una colonia penale, scontano la loro pena dei pericolosi criminali.

Uno xenomorfo, nascosto sulla stessa navicella con cui è arrivata R., semina strage tra i detenuti. Dopo aver scoperto di incubare nel proprio corpo una delle mostruose creature, R. si suicida.

Il ciclo con R. protagonista termina con “Alien – La clonazione” (Alien Resurrection, Usa 1997, regia di Jean-Pierre Jeunet).

Duecento anni dopo le vicende narrate in “Alien³”, alcuni scienziati in una base militare recuperano il DNA di R. per clonarla e recuperare un embrione di xenomorfo, da riprodurre poi su vasta scala.

COMMENTO DEI FILM

I quattro film hanno tutti la classica struttura “pericolo” – “caccia” – “fuga”.

Nel primo Alien, capolavoro assoluto tra fantascienza e horror, teso, angosciato, claustrofobico, lo xenomorfo incarna le nostre paure più ancestrali.

L’avanzatissima tecnologia e l’ambientazione futuristica nascondono, in realtà, un’atmosfera lugubre e di disfacimento.

Nel sequel Alien – scontro finale, Cameron capovolge la scelta stilistica di Scott e realizza un film, apparentemente reaganiano, ricco di azione e suspense, in un trionfo di sofisticati effetti speciali.

Alien³ ha una buona storia ma poca suspence rispetto ai precedenti episodi.

È l’esordio alla regia sul grande schermo di Fincher, proveniente dal mondo dei videoclip. Weaver partecipa per la prima volta alla produzione.

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