Bartok e Poulenc, grande dittico al San Carlo

Maresa Galli

Bartok e Poulenc, dal 24 al 30 maggio 2024, per un grande debutto al Teatro di San Carlo di Napoli con il dittico composto da due opere. “Il castello di Barbablù” di Béla Bartók e “La voce umana” di Francis Poulenc. Una produzione dell’Opéra di Parigi, dove ha esordito nel 2015, e del Teatro Real di Madrid. Firma la regia Krzysztof Warlikowski, Leone d’Oro alla Carriera nel 2021, per la prima volta al Massimo.

Edward Gardner dirige l’Orchestra del Teatro di San Carlo. Firma scene e costumi Małgorzata Szczęśniak. La drammaturgia è di Christian Longchamp. Le luci sono di Felice Ross, riprese da Sofia Alexiadou. Il video è a cura di Denis Guégin. Firma la coreografia Claude Bardouil.

BARBABLU’

John Relyea torna al San Carlo nei panni del duce ne “Il castello di Barbablù”, l’opera di Bartók su libretto di Béla Balázs. Il basso canadese Releya porta in scena da ventidue anni questo ruolo, vivendone tutte le sfumature psicologiche, la complessità dell’opera e della lingua ungherese.

Gradito ritorno anche quello di Elīna Garanča, mezzosoprano lèttone già applaudita al San Carlo che debutta nel ruolo di Judith, la moglie del duca. Innamorata del personaggio che interpreta, delle emozioni intense che scatena, confessa di averne anche timore per la lingua, supportata dal bravissimo cast.

L’opera affonda le radici nella fiaba “La Barbe Bleue” di Charles Perrault e nel dramma “Ariane et Barbe Bleue” di Maurice Maeterlinck.

Bartok e Poulenc (foto Galli)

LA TRAGEDIE LYRIQUE

Protagonista de “La voce umana”, la tragédie lyrique di Poulenc nata dalla pièce omonima di Jean Cocteau, è Barbara Hannigan, reduce dal successo riscosso in concerto al Lirico con il pianista Bertrand Chamayou. E’ “Elle” (Lei), la donna senza nome protagonista del monologo, che si svolge al telefono con “Lui” all’altro capo, Giuseppe Ciccarelli.

Le due opere sono molto diverse per data, linguaggio e argomento. La rilettura di Warlikowski crea un ponte tra le due, unendo due mondi difficili, con due donne vittime dei partner.

È stato complesso trovare un punto di contatto tra un dramma puro come “Il castello di Barbablù” e “La voix humaine”, dove Lei è una qualunque donna borghese, uccisa dalle consapevolezze.

Il direttore Gardner dà spazio a tutti i protagonisti, a cominciare dall’Orchestra. Ognuno deve trovare la propria chiave interpretativa in queste due ore d’opera psicologicamente complessa ma dalla musica incantevole.

 

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