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Bogdan Alvino presenta il corto per Giffoni

Angela Matassa

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Danzatore per professione, ha studiato e lavorato in Italia, a New York, a Parigi. Oggi è insegnante, regista e sceneggiatore. Bogdan Alvino in questo momento si sta dedicando all’arte cinematografica e, soprattutto, al lavoro con i giovani. E’, infatti, docente all’Accademia di danza professionale Poerio-Piterà di Marano. Nonché giudice del “The news talent” del comune a Nord di Napoli, che sta girando diverse città d’Italia, alla ricerca di nuovi nomi per tutte le arti.

Ha danzato con maestri quali Bruno Vescovo, Elisabetta Terabust, Anna Maria Prina, Mia Molinari. Oggi si dedica con passione alla settima arte.

Bodgan Alvino, a che cosa sta lavorando? 

“E’ pronto il corto cinematografico, nato per il Festival di Giffoni. E’ intitolato “Anima”, interpretato da Riccardo Rallo di tredici anni e da Domenico Maisto. Il tema è quello dell’adozione. Un argomento difficile, ma di cui serve parlare anche con i bambini, perché ne tocca molti. Il protagonista è un ragazzino, che scappa da una vita che non ama e s’imbatte in un barbone, che conduce la vita in una casa abbandonata. Si confidano e tra loro nasce un’amicizia tale da stimolare l’uomo a ad aiutare l’amico a ritrovare una zia”.

Il regista Bogdan Alvino

Perché questo titolo?

“Perché vorrei che dal lavoro emergesse proprio l’anima, la vera natura dei personaggi. Il genere è drammatico-avventuroso, ma mi piace realizzare un cinema vero. Mi ispiro ai grandi del Neorealismo, seguendo la lezione soprattutto di Pasolini. I giovani attori con i quali lavoro sono veri. Non hanno mai avuto esperienze precedenti”.

Gli altri progetti ?

“Sto montando due videoclip per due cantanti diciassettenni napoletani, su testo di Samuele Mastrilli in arte Samudrumm3r, “Star”. E’ visibile dal 6 marzo su Youtube e su tutte le piattaforme digitali il videoclip di Gianni Magi, intitolato “Rivincite di vita”, come la canzone.

Nel cassetto, invece, c’è il progetto di un corto sul divorzio. Sempre destinato ai ragazzi, centrato sull’effetto di una separazione sui figli e sull’uso della musica come aiuto in simili condizioni. Tra l’altro, al corto è impegnato uno strepitoso batterista di soli nove anni, Andrea D’Orio”.

Torniamo alla danza. E’ ancora un’arte élitaria?

“In Italia lo è un po’ l’arte in generale. In questa situazione, la danza è tuttora di nicchia, molto legata allo show business, ai talent. Invece, per diventare ballerini si lavora e si studia molto. Tanti i sacrifici. Ballare non è quello che si vede in televisione”.

Il piccolo Andrea D’Orio, batterista per il corto di Bogdan Alvino

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