Parte dal rapporto con i giovani il nuovo progetto di Mimmo Borrelli. Lavorando con gli allievi della Bellini Teatro Factory di Napoli, il drammaturgo, regista e attore bacolese, ha osservato le loro inquietudini, paure e contraddizioni. Che, affiorando, indicano i segni di un conflitto generazionale profondo, che riguarda padri e figli.
Dal loro lavoro, dunque, nasce “GiuRo. Libera Gioventù Bannata dal Tempo”, lo spettacolo in scena dall’11 al 26 aprile 2026 al Bellini.
Liberamente “shak-ispirati” al dramma del Bardo, come si definiscono. Si tratta, infatti, di una riscrittura ispirata a Romeo e Giulietta di Shakespeare.

In scena, Mimmo Borrelli e Gennaro Di Colandrea e la Compagnia Bellini Teatro Factory, composta da Greta Bertani, Sofia Celentani Ungaro, Filippo D’Amato, Daniela De Riso, Miriam Giacchetta, Cristoforo Iorio, Tarek Ismail, Valeria Martire, Gaia Napoletano, Matteo Ronconi, Giuseppina Ruggiero, Luigi Savinelli, Umberto Serra, Lucia Straccamore.
Scene Accademia Belle Arti di Napoli – Cattedra di Scenografia Luigi Ferrigno. Costumi e maschere Enzo Pirozzi, luci Salvatore Palladino, fight choreography Pietro Di Rauso.
L’AZIONE DI GIURO
La storia si sposta in un paesaggio distopico nei Campi Flegrei, in cui la peste di Shakespeare diventa un mega terremoto che travolge anime, spiriti, generazioni. In questo mondo attraversato da violenza, smarrimento e crisi dei valori, l’amore dei due giovani diventa una forza fragile ma necessaria.
Lo spettacolo si trasforma così in un’indagine poetica e teatrale sul rapporto tra generazioni, sulla responsabilità e sul fallimento dei padri. Sul destino dei figli, in un tempo oscuro in cui le storie antiche, come archetipi tragici, continuano a parlare del nostro presente.
“Un testo sui figli dedicato a mio figlio – dice Borrelli – e al futuro che lo aspetta. Nel pieno conflitto generazionale agito al calvario della passione di un mondo stravolto dove il tempo che trova si perde negli algoritmi dell’orrore. Che cerca, bannato dagli accadimenti così attuali e sconvolgenti quasi come in un amara previsione di quello che accade nel mondo di oggi”.
(Fotografie di Flavia Tartaglia)
