Brillante omaggio a Luisa Conte alle Gallerie d’Italia

Maresa Galli

Luisa Conte e Nino Taranto nello spettacolo “Morte di Carnevale”.

Brillante e partecipato taglio del nastro, alle Gallerie d’Italia, del secondo ciclo di incontri “Cinque donne per la storia di Napoli”, omaggio a Luisa Conte. Intervengono alla conferenza, intercalata da spezzoni di celebri spettacoli teatrali e commedie interpretate dalla grande attrice, Francesco Cotticelli, docente dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, la scrittrice e giornalista Gioconda Marinelli, le nipoti della Conte, le sorelle Lara Sansone, attrice, regista e Ingrid Sansone, attrice.

Il pubblico assiste a spezzoni di filmati con magistrali interpretazioni della Conte protagonista di “Bene mio, core mio”, di e con Eduardo De Filippo. “Morte di Carnevale”, di Viviani, con Nino Taranto. Scorrono sul maxischermo tante foto di scena che la ritraggono con i più grandi attori dell’epoca, in quella grande palestra del teatro di tradizione, popolare nell’accezione più nobile, che fu il Sannazaro, oggi diretto con amore da Lara Sansone e Sasà Vanorio.

Lara e Ingrid Sansone con Mario Aterrano e Cotticelli (foto Galli)

I relatori ricordano come Luisa Conte fu grandissima attrice ma anche capocomico, ruolo inusuale per una donna, che volle a tutti i costi fare del Sannazaro il suo teatro, assieme al marito Nino Veglia, capace di restituire un luogo di aggregazione al territorio. Giuliana Gargiulo e tanti grandi attori presenti ne ricordano la grande umanità oltre che la bravura. Gino Curcione, Mario Aterrano, Chiara De Vita, tutti legati ad un aneddoto che mostra il grande cuore della Conte, maestra di vita.

Marinelli, legata da antica amicizia all’attrice, sottolinea come fosse un fiume in piena, decisa, coraggiosa, un’amazzone, capace di precorrere i tempi.

Luisa Conte. L’intervento di Gioconda Marinelli (foto Galli)

I suoi spettacoli rimanevano in scena per mesi, modello Broadway, ed avevano sempre grande successo di pubblico e di critica. Piaceva anche agli intellettuali e, come amava dire Eduardo De Filippo, era una beatitudine lavorare con lei, “istrionica lava” per Enzo Moscato. Lara e Ingrid, talentuose artiste, ricordano quanto la celebre nonna fosse dolce ma severa in palcoscenico. Un attore deve avere disciplina, soprattutto fare tanta gavetta, andare a bottega, una fortuna che gli attori del Sannazaro hanno avuto con Luisa Conte. Nel suo bel libro “Luisa Conte. Sempre. La regina del Sannazaro” (Homo Scrivens editore), Gioconda Marinelli ricorda l’incanto della voce di Luisa che le racconta la sua vita. Una magia, quella dei grandi, modelli per tutti gli attori a venire.

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