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Carl Orff apre l’Estate da Re a Caserta

Renato Aiello

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Anche per chi arriva trafelato e con leggero ritardo al primo appuntamento della rassegna musicale “Un’Estate da Re”, le note che giungono attraverso l’ingresso della Reggia di Caserta sono inconfondibili e destano subito emozione. Con “O Fortuna” dai “Carmina Burana” di Carl Orff si è aperta ufficialmente il 3 settembre scorso la VII edizione della kermesse, nel sito patrimonio dell’Umanità che ha ispirato il cinema al pari del famosissimo primo movimento della cantata scenica. L’opera musicale, composta a partire dal ritrovamento dei 24 poemi goliardici medioevali custoditi nel convento bavarese di Benediktbeuern (l’antica “Bura Sancti Benedicti” che ha conferito il nome ai Carmina), è stata eseguita dal Coro del Teatro dell’Opera di Salerno, dal Coro di Voci Bianche e dall’Orchestra Filarmonica del Teatro “Giuseppe Verdi” di Salerno, con le voci in “dialogo” di Deniz Leone, Laura Claycomb e Paolo Ingrasciotta, tutti diretti dal maestro di fama internazionale Michael Balke.

Il direttore Michael Balke

70 minuti di musica classica coronati dal bis di “O Fortuna” che da sempre apre e chiude l’intera composizione, richiesto a gran voce dagli spettatori accorsi numerosi. Risalenti all’XI e XII secolo, i “Carmina Burana” sono prevalentemente in latino e in tedesco antico, tramandati da un importante manoscritto contenuto in un codice miniato del XIII secolo, chiamato “Codex Buranus”. Tra il 1935 e il 1936 Carl Orff compose su questi 24 testi poetici un’antologia di canti medievali di ispirazione non religiosa che appartiene al trittico teatrale del compositore Trionfi. Essa fu rappresentata per la prima volta l’8 giugno 1937 a Francoforte sul Meno, ma in Italia solo il 10 ottobre 1942 al Teatro alla Scala di Milano. Il titolo completo della raccolta è “Carmina Burana: Cantiones profanae cantoribus et choris, comitantibus instrumentis atque imaginibus magicis”.

Suggestivi ed evocativi, i “Carmina” di Orff hanno un’energia e un’intensità rare, e saranno seguiti nel cortile della reggia borbonica da altri quattro importanti eventi musicali: l’8 settembre si torna in scena con “Fabrizio De André Sinfonico”, diretto da Geoff Westley, con Peppe Servillo, Ilaria Pilar Patassini e l’Orchestra e il Coro del Teatro “Verdi” di Salerno; il 13 settembre sarà la volta di Mario Biondi, e poi il 17 e 18 settembre a chiudere il festival nella cornice vanvitelliana ci penserà Claudio Baglioni in concerto.

 

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