Christoph Büchel. La storia delle cose

Redazione

di Andrea Di Maso 

E’ un’installazione immersiva la mostra “Monte di Pietà” di Christoph Büchel a Palazzo Cà Corner della Regina, sede della Fondazione Prada di Venezia. Visitabile fino al 24 novembre 2024.

Già dall’esterno si notano cartelli con la scritta: “Liquidazione Totale. Fuori Tutto”, l’insegna sulla facciata “Monte di Pietà” e cartelli vendesi ai lati dell’edificio. All’interno è il caos. Una quantità enorme di oggetti di ogni tipo e dappertutto. Scaffali pieni di piatti, bicchieri, libri, riviste, giornali, portiere di macchine, letti da campo, protesi corporee, mobili, ovunque.

Nel cortile decine di biciclette arrugginite e abbandonate, in contrasto con i panni stesi che emanano luce e profumo di pulito.

Al mezzanino, si inciampa in teli bianchi appoggiati al pavimento pieni di borse contraffatte. Nelle varie stanze domina un’atmosfera cupa con letti, tavoli da gioco, tavoli banditi con resto di cibo e bevande, una influencer da uno schermo, indicazioni turistiche su Venezia. Una serie di schermi di sorveglianza e una postazione monitorano l’andamento di una criptovaluta.

Al primo piano, nella parte centrale del salone ci sono accatastati lavatrici, materassi, wc, chitarre, moto, canoe, remi, mappe, vestiti, quadri, bambole, manifesti, mappamondi, manifesti compro-oro, vas. E poi c’è l’opera “The Diamond Maker” di Büchel, una valigia che contiene diamanti artificiali creati in laboratorio.

Christoph Büchel in mostra

Christof Büchel è partito dalla storia del Palazzo Cà Corner della Regina, che è stato sede del Monte di Pietà dal 1834 al 1969.

Gli oggetti sono “cose”, ogni cosa parla di persone, ogni oggetto ha una storia propria, il suo debito e il suo credito. Esprimono sofferenza e dolore, rappresentano il distacco per il bisogno e la necessità. Evidenziano la ricchezza e l’avidità umana.

Gli oggetti vengono esposti in modo violento e spesso disgustoso. Il loro stato rappresenta il trascorrere del tempo, raccontano tante vite tragiche e sofferenti divorate dal potere, che ha portato allo sconvolgimento sociale, politico e culturale.

C’è anche una sala con l’archivio dei pegni di Napoli, con libri enormi, impolverati, scritti a mano. Una cappella è allestita con panche, inginocchiatoi e confessionale. Chiaro riferimento al potere e alla ricchezza della Chiesa.

Büchel, ha voluto mettere in scena anche una critica feroce all’arte contemporanea, soprattutto al sistema dell’arte e all’assegnazione del valore economico ai beni e agli oggetti. “L’uomo – afferma Christof Büchel – vive in un mondo di pegni mondiale”. Apparentemente è un grande caos, ma voluto dall’artista.

INFO

Orari dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 18 (chiuso il martedì)

Biglietti: intero – 12 euro / ridotto fino a 26 anni – 9 euro / gratuito fino ai 18 anni

 

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