Ci lascia William Hurt

Redazione

William Hurt è morto a 71 anni ed è stato ricordato con grande commozione da tutto il mondo del cinema. È stato uno degli attori di spicco negli anni ‘80 e ha dato il volto a personaggi iconici in grandi classici della storia del cinema. I suoi inizi da attore furono però nel mondo del teatro, sua grande passione, a cui si dedicò con fervore e in cui ebbe alcuni dei suoi migliori ruoli. Lavorò su molti testi shakespeariani, e fu anche nominato a un Tony Award nel 1984.

L’esordio al cinema avvenne invece nel 1980, con “Stati di allucinazione”, pellicola di culto diretta da Ken Russell, grazie alla quale Hurt salì alla ribalta e ottenne una candidatura al Golden Globe come miglior attore debuttante. Da lì in poi la sua ascesa fu inarrestabile, e lo portò in brevissimo ad aprire un sodalizio con il regista americano Lawrence Kasdan, noto all’epoca per essere lo sceneggiatore di “Star Wars – L’impero colpisce ancora” e “I predatori dell’arca perduta”. Diretto da Kasdan, Hurt lavorò prima a “Brivido caldo”, pellicola tratta dallo stesso romanzo che adattò Billy Wilder in “La fiamma del peccato”, e poi allo straordinario “Il grande freddo”, dedicato alle contestazioni del Sessantotto. L’acclamazione critica fu subito seguente, tant’è che nel 1986 vinse l’Oscar e il premio alla miglior interpretazione maschile a Cannes per “Il bacio della donna ragno”, opera in cui interpretò un omosessuale detenuto in un carcere argentino durante la dittatura militare degli anni ’70.

William Hurt negli Anni Ottanta

Nei due anni seguenti fu nominato altre due volte alla statuetta più ambita, testimonianza della sua centralità nell’industria cinematografica mondiale dell’epoca. Il suo carisma timido ma seducente aveva conquistato il pubblico, e gli permise di restare sulla cresta dell’onda anche quando il suo periodo più produttivo ebbe fine. Dopo gli anni ’80, infatti, ha lavorato con autori del calibro di Wim Wenders, Steven Spielberg, Franco Zeffirelli, David Cronenberg e Ridley Scott, seppur sempre più spesso in ruoli secondari. Anche in questo però si vede la sua grande personalità, nella sua capacità di fare un passo indietro e continuare a incidere sulla storia del cinema da una posizione non di primo piano. Negli ultimi anni della carriera si era anche ritagliato un ruolo nell’universo cinematografico per eccellenza, il Marvel Cinematic Universe, attraverso il quale ha potuto recitare anche per le generazioni più giovani.

William Hurt è stato un grande attore, capace di gestire con coerenza e bravura sia una prima parte di carriera da protagonista che una seconda da coprotagonista. Ha reso onore alla sua arte e ha lasciato dei segni indelebili nella sua storia.

Angelo Matteo

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