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Clamoroso successo per il “Werther” al San Carlo

Redazione

Il Teatro di San Carlo di Napoli si conferma centro nevralgico della grande opera internazionale. Il debutto del “Werther” di Jules Massenet ha segnato un successo clamoroso, salutato da ben dieci minuti di applausi ininterrotti e da una standing ovation che ha unito pubblico e critica in un unico grande tributo. La produzione, in scena fino al 26 maggio, rappresenta uno dei momenti più alti della stagione lirica partenopea.

Al centro di questo trionfo c’è la straordinaria sinergia tra un cast vocale d’eccezione, una direzione musicale attenta e un allestimento visivo capace di esaltare la dolorosa intimità del capolavoro francese. Il pubblico napoletano, storicamente esigente e caloroso, ha tributato un sentito omaggio agli artisti, decretando il successo immediato di questo titolo intramontabile.

IL RITORNO DEL RE: JONAS KAUFMANN INCANTA IL MASSIMO

Il nome più atteso della serata era senza dubbio quello di Jonas Kaufmann. Il celeberrimo tenore tedesco è tornato sul palcoscenico del San Carlo per vestire i panni del tormentato eroe romantico, nato dalla penna di Goethe e tradotto in musica da Massenet. Kaufmann non ha solo offerto una prova vocale superba, ma ha saputo scavare nella psicologia del personaggio con una recitazione intensa e sfaccettata.

La sua interpretazione di Werther si conferma un punto di riferimento mondiale per questo ruolo. Ogni sfumatura del dolore, della passione e del tragico destino del protagonista è stata resa con un controllo tecnico e un’espressività unici.

Nelle repliche della produzione, il ruolo del titolo vedrà alternarsi un altro grande nome della lirica, il tenore Francesco Demuro, garantendo così uno standard esecutivo altissimo per l’intero ciclo di rappresentazioni.

UNA DIREZIONE ORCHESTRALE TRA LIRISMO E DRAMMA

Il successo musicale dell’opera porta anche la firma del direttore d’orchestra Lorenzo Passerini. Alla guida dell’Orchestra del Teatro di San Carlo, il maestro ha saputo calibrare con precisione la complessa partitura di Massenet, oscillando con naturalezza tra il lirismo più puro e le accensioni drammatiche che anticipano il tragico epilogo.

La concertazione ha protetto e valorizzato le voci sul palco, creando un tessuto sonoro ricco di colori e sfumature. Il coro e i solisti hanno risposto con precisione, restituendo al pubblico la complessa architettura musicale francese e mantenendo alta la tensione emotiva per tutta la durata dello spettacolo.

L’ALLESTIMENTO DI WILLY DECKER: UN MINIMALISMO ESPRESSIONISTA

Dal punto di vista visivo, lo spettacolo si avvale della celebre regia di Willy Decker, in una produzione originariamente firmata dalla Oper Frankfurt. L’allestimento si distacca dai canoni tradizionali del romanticismo ottocentesco per abbracciare un’estetica essenziale, rarefatta e di straordinaria eleganza borghese.

Le scene e i costumi, curati da Wolfgang Gussmann, creano uno spazio simbolico fortemente geometrico. Questa scelta visiva stringe i personaggi in una gabbia psicologica opprimente, amplificando l’isolamento del protagonista. La critica internazionale ha lodato questo approccio espressionista, capace di concentrare l’attenzione dello spettatore sull’evoluzione intima del dramma piuttosto che sui dettagli storici.

(Fotografia di Luciano Romano)

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