Dov’ è il nuovo?

Angela Matassa

La ricca programmazione dedicata a Shakespeare fa capire che i classici davvero non tramontano. Ma non solo, comprendiamo anche che nulla s’inventa più. Che cosa non ritroviamo nei testi del teatro antico, elisabettiano, dell’800 o del 900? Cambiano le forme della rappresentazione, certo, e questo è giusto. Intorno a Shakespeare, Beckett, Goldoni o Molière si può continuare a parlare, ma i temi di fondo emergono con forza e riportano alle origini. In fondo, l’uomo è sempre lo stesso. Si rinnovano gli strumenti, ma non lo spirito. Nel bene e nel male. Dunque se l’uomo cambia solo apparentemente e, in realtà è sempre uguale, perché non cercare di recuperare il bene che si è perduto nell’era tecnologica, informatica, globalizzata? L’allarme è forte, soprattutto quando si parla di giovani e bambini. Pensiamoci.

Categorie

Ultimi articoli

Social links

Nuovo progetto

Notizie Teatrali © All rights reserved

Powered by Fancy Web