
Dopo le prime immagini proiettate al Comicon 2025 e il trailer diffuso in rete, e a seguito dell’anteprima dell’8 giugno 2025 in pieno Cinema in festa, l’iniziativa del Ministero della Cultura per i film a prezzo ridotto, Dragon Trainer ha fatto il suo debutto ufficiale sul grande schermo.
Era atteso da tempo il primo live action Dreamworks, e le aspettative erano alte, a fronte del franchise animato fortunatissimo tra pellicole e serie tv, e nell’anno del grande flop Disney di Biancaneve.
ASPETTATIVE ALTE PER DRAGON TRAINER

Non sono state tradite e persino chi non ha mai visto una delle puntate di How to train your dragon, titolo originale della saga tratta dal libro omonimo di Cressida Cowell, è rimasto soddisfatto. Quando si ha una bella storia tra le mani, girata, diretta e trasposta al meglio, nonché interpretata da ottimi attori, difficilmente si sbanda al botteghino.
Dragon trainer ricalca fedelmente le vicende narrate nel primo capitolo d’animazione del 2010, col giovane teenager vichingo Hiccup (convince Mason Thames) nel villaggio norreno preso di mira la notte da draghi sputa fuoco che rubano il bestiame e incendiano case e capanne.
Smidollato e apparentemente “sfigato”, per tradurre l’inglese nerd, il ragazzo è figlio del leader Stoick che, dopo anni di voce, qui eredita anche il fisico possente, gli sguardi e le espressioni sepolte dalla folta barba rossiccia dello scozzese Gerard Butler.
I VICHINGHI COSMOPOLITI E MULTIETNICI DI DRAGON TRAINER

In una tribù composita e quasi cosmopolita (fa sorridere lo spiegone sulle provenienze per giustificare volti asiatici e africani, siamo pur sempre in un fantasy ma viviamo nell’epoca Trump anti woke), si cerca una soluzione al problema delle mitologiche creature con la caccia al nido.
I metodi non convenzionali e d’avanguardia per catturare uno degli esemplari, elaborati da Hiccup, non convincono i più anziani ed esperti, ciononostante l’adolescente riesce nell’impresa titanica: domare e cavalcare addirittura una furia buia, un draghetto nero erroneamente definito sdentato, ma in realtà dolce e tenero.
L’INCONTRO CON LA FURIA BUIA, IL DRAGHETTO SDENTATO CHE RICORDA E.T.

La scena del loro incontro, fatto di attese, ritirate, piccole fughe, danze sulla sabbia, offerte di cibo e carezze commoventi, conserva la stessa magia dell’animazione digitale, aggiungendo forse qualcosa in più.
Il paragone cinefilo immediato è senz’altro quello di E.T. l’extraterrestre, capolavoro sci-fi di Spielberg, con l’alieno e il piccolo Elliot qui ricordati da Hiccup e Sdentato, giocherellone come una lontra.
L’ANNO DEGLI OCCHIONI GIALLI TRA GATTI E DRAGHI

In fondo è il secondo animaletto nero dagli occhioni gialli dopo il gattino di Flow, Oscar 2025 all’animazione, a conquistare il cuore quest’anno. Meno semplice conquistare la fiducia degli altri abitanti norreni, e soprattutto di Astrid, la compagna di classe di Hiccup, una diffidente ma intensa Nico Parker.
La ragazza ha ricevuto le critiche dai detrattori che volevano solo vichinghi ariani biondi e dagli occhi chiari anche in un’opera fantastica. Eppure è bravissima come figlia d’arte sotto le fossette e gli zigomi così simili a quelli di mamma Thandie Newton.
