Due miti uniti nella bellezza

Redazione

Patti Smith continua il suo personale viaggio in Italia ed è tornata a far sentire forte la sua voce. Per il suo pubblico napoletano ha scelto Pompei per una stagione interamente dedicata a celebrare la grande bellezza e ”l’importanza di essere vivi.

La poetessa guerriera sarà il 26 luglio 2022 nel Teatro Grande degli Scavi di Pompei. Già esauriti i biglietti per il primo settore dell’Arena, è grande l’attesa per questo ritorno di un mito del rock che ha scelto un luogo iconico del Mito della classicità.

La divina voluptas dell’arte di Patto Smith ha trovato i luoghi ideali il 25 giugno nell’Odeon di Erode attico di Atene e poi nella Galleria dell’Accademia di Firenze, ai piedi del David di Michelangelo, e nella Basilica di Santa Maria di Campagna, sotto gli affreschi formidabili del Pordenone a Piacenza, come una novella Philipp Hackert, Patti Smith ha scelto il luogo più enigmatico, metaforico e suggestivo d’Italia per aprire il suo tour, che proseguirà il 27 a Roma, il 29 e 30 a Stresa, il 31 a Cervia per concludersi il primo agosto a Milano.

Nelle canzoni di Patti Smith c’è lo stesso tentativo di dire con parole antiche qualcosa di nuovo che distingue poeti classici come Archiloco e Saffo – dichiara Gabriel Zuchtriegel, Direttore del Parco archeologico di Pompei -. È un’artista che ha un rapporto speciale con l’Italia e con la cultura millenaria del nostro Paese e che siamo felici di ospitare nel Teatro grande di Pompei, luogo dove antico e contemporaneo si sono intrecciati da sempre“.

Patti Smith (foto di Lorenzo Montanelli)

È una stagione dedicata alla poesia. Esattamente cinquant’anni fa esordiva in campo letterario con la raccolta “Seventh Heaven”. L’arte e le Lettere sono ancora il centro della sua vita. A ottobre inaugurerà una mostra al Pompidou di Parigi, a novembre ha un libro in uscita, mentre ”The Melting”, che sta scrivendo da due anni, è ancora un progetto in fieri.

A Pompei porterà le sue canzoni e quelle della storia del rock, in un sentimento oceanico che fonde in modo misterioso gli elementi di straordinarietà del luogo e della musica e della poesia. La scaletta cambia ogni sera e ogni set presenta più di una sorpresa: fino a oggi ha reso omaggio a brani di Beatles, Bob Dylan, Jimi Hendrix, Stooges, Them, Led Zeppelin e Velvet Underground.

Il suo viaggio nelle viscere della storia la conferma come uno degli ultimi anelli di congiunzione con una fase della musica moderna di cui con i Rolling Stones, i Who e pochi altri è la rappresentante più alta. Come scrive Caryn Rose nel libro che ha scritto su di lei, Patti Smith matters.

 

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