E.G.O, al Sannazaro torna Balducci

Renato Aiello

Lorenzo Balducci

L’abbiamo lasciato giusto un anno fa sul palco del Teatro Sannazaro di Napoli con Fake e lo ritroviamo ancora una volta alle prese con le nevrosi e le psicosi del Belpaese per l’ultimo capitolo (per adesso) dell’ideale trilogia del disagio di vivere. Lorenzo Balducci è andato in scena dal 22 al 24 marzo 2024, nella sala di via Chiaia col nuovo testo di stand up comedy scritto da Mariano Lamberti e Riccardo Pechini, diretto dallo stesso Lamberti, E.G.O., una produzione Arteteca.

E.G.O., EXTREME GAME OVER

L’acronimo del titolo di questo spettacolo rimanda sia all’idea della morte, sia all’inevitabile ossessione tutta italiana per la chirurgia estetica: l’elisir di lunga vita e giovinezza che risuona nel dialogo iconico del film La morte ti fa bella, nel corso dello show. E che si rispecchia, letteralmente, nel viso gonfio e felino della nostra Patty Pravo, che candidamente negò qualsiasi ritocco da Belve della Fagnani mesi fa, altro programma ormai inserito a pieno titolo tra gli appuntamenti televisivi più amati dai millennial.

Quella generazione nata negli anni ’80, ormai prossima o già arrivata ai 40 anni come lo stesso Balducci (che ovviamente non li dimostra affatto), che si riconosce ormai nella community del web e dei social legata alla pagina di tendenza Sapore di Male.

Lorenzo Balducci

IL MALE DI VIVERE OGGI E L’OSSESSIONE PER LA MORTE E LA CHIRURGIA ESTETICA

E in effetti E.G.O. mantiene per tutta l’abbondante ora e mezza di monologo il sapore del male che ci circonda, fatto di disagio, egotismo, egocentrismo, incapacità comunicativa sulle chat e app di incontro come Grindr e Tinder, omofobia e intolleranze (queste ultime già trattate ad esempio nel primo capitolo Allegro ma non troppo).

Balducci passa in rassegna le tragicomiche strategie con le quali rifuggiamo dal pensiero della nostra dipartita: la quale non si declina solo come paura della morte fisica ma anche, freudianamente, come paura del cambiamento, dell’invecchiamento, della solitudine e dell’abbandono.

Spero che la morte mi colga vivo”, declamava Giuseppe Ungaretti. Noi con lo stesso ermetismo del poeta italiano oggi ce la mettiamo tutta affinché questo accada, attraverso i 90 secondi di un reel di Instagram e TikTok, o nei 140 caratteri di un tweet sulla piattaforma X di Elon Musk. In Italia spopolano gli interventi sotto la cintura, lì dove non batte sole, con ringiovanimenti, rimpolpamenti o allungamenti vari. Perché la paura della morte è anche e soprattutto un business che fattura miliardi per gli egocentrici.

LORENZO BALDUCCI

Da bravo performer qual è, Balducci in E.G.O. fa tesoro del bagaglio comunicativo dei suoi ironici, spassosi e divertentissimi video social in cui imita Valeria Marini, Pamela Prati o la Enrica Bonaccorti di Eternit al Cruciverbone, tra sketch e doppiaggi.

Per lasciarsi andare, come nelle precedenti puntate di questo trittico teatrale, al medley di voci, canzoni e battute iconiche su cui dimenarsi come quelle ragazzine ossessionate dai balletti di TikTok. Passando con disinvoltura da Heidegger e Hillman a Paola e Chiara, sempre per rimanere in tema di revival degli anni ’90 e dell’egemonia culturale che la community di Sapore di Male porta avanti da qualche anno nella sua battaglia sui social network.

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