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Eduardo Scarpetta: il copione è sacro

Angela Matassa

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Il copione è sacro!” asserisce il capocomico Eduardo Scarpetta sulla scena, parlando alla sua compagnia. Ed è questo il filo conduttore dell’operazione registica che Riccardo Citro ha usato per la realizzazione del Progetto speciale “Scarpetta in carrozza”, prodotto e voluto dal Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli, nel centenario della morte del drammaturgo.

Interessante l’escamotage che il regista ha escogitato per dar voce all’opera dell’autore e alla sua storica rivoluzione della tradizione teatrale napoletana. L’annuncio che apre la serata dedicata al volume 2 delle opere di Scarpetta è: “Pulcinella è morto!” Niente improvvisazione né salutino finale al pubblico in sala. Si cambia.

Ma sarà proprio la celebre maschera a dare il là all’azione. Furtivamente, scompiglia tutti i copioni del suggeritore per farsi quattro risate alle spalle di chi lo ha cancellato dal repertorio.

Così, abilmente intrecciate tra di loro, si susseguono pagine celebri delle commedie di Eduardo Scarpetta. Citro sceglie “Miseria e nobiltà”, “Tetillo”, “’Na santarella”, “Lu cafè chantant”, “Tre cazune furtunate” e “Il figlio di Iorio”. Il testo scandalo che lo porterà in tribunale contro D’Annunzio, per la parodia della sua commedia.

Una scena

Caratterizzati dal trucco eccessivo e dai costumi di Dora Occupato, sulle scene di Giovanni Sanniola, Biagio Manna, Vincenzo Vecchione, Diego Consiglio, Maria Teresa Iannone, Angelo Iannace, Sara Contini passano, così, da un ruolo all’altro con bravura, rendendo vive le figure rese famose dai grandi del teatro e del cinema come Totò, Croccolo, Cannavale e perfino Sofia Loren.

FELICE SCIOSCIAMMOCCA

Il più famoso personaggio (“non più maschere, ma caratteri” tuona l’autore) è Felice Sciosciammocca, che apre la sfilata. Poi però, i copioni si confondono e si trasforma nel Maestro di musica o nel Principe di Casador. Come fanno anche gli altri interpreti. Ma la sorpresa non manca: la novità finale è che “Pulcinella non è morto” e sarà proprio lui a salutare il pubblico.

una scena

Una pièce curata e divertente accompagnata dalle note di Funiculì funiculà.

Il trittico “Scarpetta in carrozza” è un modo per riportare in scena l’enorme patrimonio drammaturgico tradizionale, attraverso le commedie del suo innovatore, senza stereotipi né moderne rielaborazioni. Pensando soprattutto al giovane pubblico, che di questi testi sa poco o nulla.

Domenica 7 pomeriggio, l’ultimo spettacolo, “Scarpetta vs D’Annunzio”, sulla causa per il diritto d’autore.

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