Gallo: “Priscilla è la mia libertà”

Danila Liguori

Un tempo Mariano ero io, e Priscilla il mio personaggio. Addio parrucca e trucco dopo l’esibizione e la lasciavo in camerino. Oggi no, oggi Mariano e Priscilla si tengono per mano e sono una sola cosa”. Così Mariano Gallo, in arte Priscilla, la drag queen che ha fatto innamorare l’Italia con la conduzione del programma Drag Race Italia dal 2021 su Paramount+.

Come nasce il suo personaggio?

Mariano Gallo al trucco

“Nasce in tv nel lontano 2001 nel programma di Alda D’Eusanio che si chiamava ‘Al posto tuo’. In quanto attore, mi trovai a recitare la parte di Mariano, un giovane fidanzato che lascia in giro per casa ‘tracce’ del suo essere drag queen. E si troverà a spiegarlo alla fidanzata, convinta invece che quelle tracce femminili fossero di un’altra donna. Le puntate fecero scalpore: parliamo di oltre 20 anni fa, di un programma in fascia protetta in cui mi fu vietato di rivelare la mia omosessualità. Ma interpretare e vestirmi per la prima volta da Priscilla, fece scattare qualcosa in me, così decisi di continuare”.

Priscilla uguale maschera o libertà?

“Libertà. Lei ora è parte di me, è la mia parte femminile ,che ho avuto il coraggio di rivelare. Grazie a lei, sono cresciuto, diventato più inclusivo e aperto”.

Prima non lo era?

“Priscilla mi ha messo davanti ai miei limiti,  concepivo l’omosessualità solo in un certo modo, se una persona si vestiva in un modo che mi infastidiva o non seguiva dei canoni, io lo etichettavo. Priscilla mi ha palesato la mia mediocrità e mi ha spinto a migliorare, sono cresciuto grazie a lei”.

Ha fatto innamorare l’Italia con la conduzione del programma Drag Race Italia dal 2021 su Paramount+  Quanto è importante un programma come Drag Race?
“È un fenomeno sociale, uno spaccato della società in cui viviamo. Perché attraverso Drag Race si raccontano storie di vita vere spesso tristi, drammatiche, aiuta a far capire alle persone che dietro tutto quel luccichio c’è una grande sofferenza. C’è la vita reale delle concorrenti, spesso rifiutate dalle famiglie. Storie che molti non vorrebbero vedere, sapere. Ma che invece noi portiamo alla luce”.

Lo scorso novembre ha recitato in “Nziria, scritto da Mario Gelardi e Claudio Finelli, che ripropongono il format di ‘Do not disturb’, sviluppato sulle vicende di un unico personaggio e il suo doppio, Mariano Gallo – Priscilla. Ce ne parli.

“Non è la mia storia, anche se i personaggi si chiamano Mariano e Priscilla. E’ la storia di un ragazzo che fugge dalla sua famiglia di camorristi e che viene ricercato dopo anni dal figlio. Lo stesso figlio che, affascinato dal mondo del padre al punto da prendere la ‘Nziria’ di volerne far parte, diventa uno dei suoi ballerini. Ha avuto molto successo, torneremo in scena a febbraio nuovamente all’Hotel Palazzo Caracciolo di Napoli”.

È arrivato alla sua decima edizione OMOVIES Film Festival, tra i più rinomati festival di cinematografia LGBT in Italia, che si svolge ogni anno a Napoli.

Locandina del film

Quest’anno, dal 13 al 15 dicembre, i protagonisti sono stati soprattutto storie sui diritti umani. Priscilla, come sempre, presenta il Gran Galà”.

Quest’anno novità importante per lei.

“Sì, al mio primo cortometraggio da attore sono stato premiato. Si tratta di ‘A mia immagine’ di Giuseppe Bucci, fuori concorso, ma per il quale sono stato premiato come miglior attore. Tra l’altro proprio a Napoli, la mia città”.

Cosa bolle in pentola per questo 2024?

“Ho appena finito la prima parte della tournée di ‘Fiesta’ con Fabio Canino. Già soldout a Firenze, riprenderà a febbraio. Poi dal 18 al 28 gennaio sarò a Roma al Marconi con ‘La strada all’altezza degli occhi’. Insomma, un ottimo inizio d’anno”.

 

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